Le anime musicali di Carmine Tundo – La Municipàl al SEI Young

la municipal

Le Vele, la chiesa di cemento armato anni ‘90, gli ulivi, Le Scogliere e le Cartoline di Fine Estate sono tutte Lettere Dalla Provincia Leccese, ovvero il viaggio malinconico, intimistico ma tremendamente reale attraverso la musica de La Municipàl, progetto guidato da Carmine Tundo, compositore, cantante, chitarrista e polistrumentista salentino. Dopo averlo avuto ospite virtuale di #SeiACasa durante la quarantena, finalmente avremo il piacere di riabbracciarlo sul palco della rassegna SEI YOUNG il 25 luglio 2020 al Castello Volante di Corigliano d’Otranto con molte novità – anche di formazione – oltre ad un rinnovato approccio stilistico e comunicativo.

Per Carmine Tundo la musica è una vocazione: Mi sento come un prete – ha dichiarato – come se avessi una profonda fede verso qualcosa che non si manifesta”.
La chiamata agli strumenti Carmine l’ha ricevuta molto presto, scrivendo canzoni fin da bambino e poi entrando da teenager nel gruppo ska-punk Cruska. Con loro comincia a bazzicare il cosiddetto circuito alternativo, pubblicando un EP per la Camion Records e sudando la chitarra nei fumosi locali “da gavetta” in giro per l’Italia. Quando le ossa sono pronte, Carmine si mette in proprio e col suo primo progetto solista – Romeus – sbanca subito SanremoLab nel 2009. Scoperto da Corrado Rustici, l’anno successivo è sul palco dell’Ariston di Sanremo con Come L’Autunno, brano che verrà inserito nel primo album Romeus, registrato in California per la Sugar Music di Caterina Caselli. Nel 2011 vince con Caviglie Stanche la XXII edizione di MusiCultura con tanto di premio della critica annesso e Malika Ayane lo vuole con sé alla composizione della melodia del singolo Il Tempo Non Inganna nel 2012.

Il 2013 è l’anno della svolta. Dopo aver concepito con Matteo De Benedittis la colonna sonora dell’opera teatrale La Pescatrice Di Scarpe (di Nuanda Sheridan) e prodotto Birkenau con Combass e Danilo Tasco dei Negramaro, si impegna contemporaneamente in due progetti musicali: il duo noise-rock Nu-Shu insieme a Giuseppe Calabrese con cui pubblica il singolo Funky Superstar; e il gruppo indie-pop La Municipàl insieme alla sorella Isabella Tundo, scegliendo il nome per gioco, come omaggio al padre comandante dei vigili urbani. Il singolo d’esordio s’intitola Via Coramari e sarà il primo di una lunga serie di storie dalla provincia italiana – quella leccese – con una scrittura istintiva, legata ai ricordi e un sound rock ma al contempo melodico che non passa inosservato: Subsonica, Niccolò Fabi, Roberto Angelini e Le Luci Della Centrale Elettrica li vogliono per aprire i loro concerti.

Per Carmine è un periodo di forte iperattività artistica: nel 2014 entra a far parte della band di Sofia Brunetta; nel 2015 è autore del cortometraggio Vilnius con Antonio Passavanti, dei singoli Nel Blu con I Mutante, Chemical Lover con I Moods e, last but not least, pubblica il primo album omonimo dei Nu-Shu. Ma è su La Municipàl che si accendono la maggior parte dei riflettori: nel 2016 Carmine e Isabella vincono il Premio MEI e arrivano in finale al Premio Buscaglione. Così in primavera esce per ICompany l’LP d’esordio Le Nostre Guerre Perdute, che raccoglie i migliori brani prodotti nei tre anni precedenti, raccontando e intercettando un disagio generazionale che dalla provincia dilaga nelle metropoli. L’album è un successo clamoroso: scala le classifiche e le playlist di numerosi magazine indie e piattaforme musicali, da Viral Italia a Spotify fino a MTV e RAI1. Il tour di presentazione li porta sui palchi di Skunk Anansie, Daniele Silvestri, I Ministri, Subsonica e perfino Giuliano Sangiorgi dei Negramaro esegue una personale interpretazione del brano Discografica Milano che diventa virale sui social.

Senza interrompere il percorso da solista (La Neve Del Diciassette, 2017 e il primo e il secondo volume del progetto Nocturnae Larvae, 2018) e coi Nu-Shu (Stereo Ink, 2016 e Lorelai Jedi, 2017), Carmine Tundo continua a raccontare con sincerità fatti e personaggi reali attraverso le canzoni pop crepuscolari de La Municipàl anche con dei set particolari, come sul palco del SEI Festival 2017 insieme alla Giovane Orchestra del Salento, ensemble di ben 50 musicisti salentini guidati da Claudio Prima ed Emanuele Coluccia: “Una delle esperienze più belle della mia vita – dichiarerà Carmine – paragonabile solo a Sanremo.

Il 2018 rappresenta per La Municipàl l’anno della consacrazione. Esce B Side (nato come EP per Discographia Clandestina e poi completato come album) e il singolo Lampadine porta Carmine e Isabella – oltre ad aggiudicarsi il premio 1M Next, il premio SIAE, il premio Altoparlante e il Nuovo IMAIE Talent Award – ad esibirsi sul palco del Primo Maggio a Roma. I nuovi singoli che precedono l’uscita del terzo album – I Mondiali del ’18, Italian Polaroid, Mercurio Cromo e Punk Ipa – conquistano i favori del pubblico tanto da far comparire La Municipàl sulle copertine delle playlist indie di Spotify, TIM Music ed altre piattaforme musicali.

Insieme alle collaborazioni con i Respiro (Abissi) e Acquasumarte (Un Passo Dopo L’Altro), nel 2019 esce appunto Bellissimi Difetti (prodotto da iCompany per Iuovo / Artist First) che decreta l’esplosione definitiva de La Municipàl come una delle realtà musicali più importanti della propria generazione. Cous Cous Festival, Giffoni Film Festival, Voci per la libertà, La Repubblica, La Stampa, Radio RAI1, Radio RAI2, RollingStone, Billboard, Vinile e Rumore sono solo alcuni tra festival, quotidiani, radio, siti web e riviste di settore che hanno accolto con entusiasmo il terzo progetto di inediti del gruppo salentino, tornato anche ad esibirsi al Concertone del Primo Maggio in Piazza San Giovanni a Roma. Nel solo 2019 La Municipàl ha raggiunto una media di 160mila ascoltatori mensili su Spotify, superando i 4 milioni di stream da 79 nazioni diverse, oltrepassando i 10 milioni di visualizzazioni su YouTube e togliendosi anche lo sfizio di rilasciare un album tributo a Fabrizio De André dal titolo Faber Nostrum.

L’estate 2019, però, è stata anche foriera di grandi cambiamenti. La televisione accesa sta annunciando la crisi di governo mentre Isabella rivela a Carmine di voler seguire anch’ella la propria vocazione: quella di medico, trasferendosi in Sicilia. Anche se la separazione era in programma sin dall’inizio, per Carmine è il crollo della piccola grande certezza di avere sempre al fianco una persona talmente intima da conoscerne anche i discorsi notturni da sonnambulo. Tant’è che, seppur a distanza, continuerà ad essere presente con la sua voce nei dischi de La Municipàl anche nel 2020, anno di uscita del quarto album Per Resistere Alle Mode, anticipato proprio dal singolo Quando Crollerà il Governo, ovvero il racconto della partenza di Isabella, su un “intercity sgangherato”, perché si sa che “le Frecce fanno schifo al Sud”.

Il 20 febbraio 2020 la pubblicazione di Quando crollerà il governo/Fuoriposto sancisce la partenza del progetto Per resistere alle mode, LP la cui uscita viene anticipata dal rilascio mensile di cinque singoli su 45 giri e che riapriranno anche il tour Fuorimoda, interrotto causa Covid-19 e che vedrà tra le sue tappe il palco del Castello Volante di Corigliano d’Otranto sabato 25 luglio per la rassegna SEI Young. Una serata per “giocare in casa”, in quella provincia leccese che è di fatto da sempre la cifra stilistica de La Municipàl, senza che ciò ne costituisca una diminutio, anzi: “vuol dire soprattutto farsi carico di un immaginario rimosso, tendenzialmente non visto, ma presente”, scrive Federico Demitry su MAMe. Una provincia che grazie a La Municipàl è riuscita a guadagnarsi i riflettori della scena indie italiana pur essendo volutamente decentrata e non schiava dalle solite romanità, milanesismi o bolognesitudini. O forse proprio per questo.