La danza di Barbara Toma al Teatro Nasca di Lecce

Prosegue anche a marzo il programma di Unica – un nuovo contatto, prima stagione di teatro, musica, danza, mostre di Nasca il teatro, nuovo spazio culturale e sociale in via Siracusa 28 nella Zona 167/B del Quartiere Stadio di Lecce. Venerdì 17 marzo (ore 20:45 – ingresso con contributo associativo – info e prenotazioni 3286848339 – nasca@ippolitochiarello.it) Barbara Toma proporrà una prima riproposizione in pubblico del suo nuovo spettacolo “Pezzi“. «Ci sono tanti modi di morire, ma le strade verso la rinascita si somigliano tutte. Raccolgo pezzi di storie, accumulo immagini, colleziono idee per mettere in scena una nuova produzione», sottolinea la danzatrice e coreografa. «E nel frattempo c’è sempre qualcosa che mi frena, che devia il mio percorso, che mi impedisce di agire, ma è necessario che io lo faccia, perché la mia urgenza, se censurata, crea disagio e sofferenza. Una serata in cui presento piccoli frammenti, pezzi di una storia che si sta componendo. Perché solo quando le metti in scena le idee prendono vita».

Venerdì 31 marzo (ore 20:45 – ingresso con contributo associativo – info e prenotazioni 3286848339 – nasca@ippolitochiarello.it) spazio alla musica con Sebastiano Lillo (voce, chitarre, stomp) e Dado Penta (basso, percussioni, voce). Sebastiano Lillo esplora da anni il variegato mondo della roots music di matrice americana, sia come apprezzato chitarrista riconosciuto a livello italiano come esperto di fingerstyle e slide- guitar, che come vocalist e producer con la sua label indipendente Trulletto Records. Negli ultimi anni ha intrapreso un percorso creativo che lo ha portato alla produzione di nuovo materiale discografico, fortemente influenzato da sonorità più elettriche, da una visione più ‘world’ e da architetture sonore che intrecciano amabilmente afro-beat ed incursioni rock, rielaborando così gli stilemi della “canzone blues” con un piglio personale ed assolutamente attuale. Ecco dunque che il sound del sua musica si muove tra le larghe maglie del blues di confine con influenze che vanno dai Black Keys al più recente Jack White, dalle sordide canzoni del Waits più visionario fino alle composizioni senza tempo di Ry Cooder, senza dimenticare le lezioni del desert-blues e di certi echi dell’Africa e del Mediterraneo.