Il tradimento è delitto di Leonardo Palmisano a Lecce

Mercoledì 2 agosto (ore 20:30 – ingresso libero) nel Chiostro degli Agostiniani in via Michele De Pietro 10 a Lecce con la presentazione del romanzo “Il tradimento è delitto. Un complicato affare per il bandito Mazzacani” di Leonardo Palmisano (Fandango), prosegue la terza edizione di Agostiniani Libri. Lo scrittore, sociologo, autore di numerose inchieste sul campo, editorialista e imprenditore dialogherà con la giornalista Valentina Murrieri. La rassegna letteraria del Comune di Lecce, che rientra nel cartellone Lecceinscena, organizzata in collaborazione con Diffondiamo idee di valore, Conversazioni sul futuro e altre associazioni, librerie e realtà attive sul territorio, nei prossimi giorni ospiterà Chiara Valerio (3 agosto) con “La tecnologia è religione” (Einaudi) e il “Dio” dei social Alessandro Paolucci (4 agosto) con “Storia stupefacente della filosofia” (il Saggiatore).

Nel nuovo romanzo di Palmisano, Angela Savino, agente immobiliare di Locorotondo che con il bandito Mazzacani sta trattando la compravendita di un castelletto nelle campagne, assolda il bandito e il suo secondo, Luigi Mascione, per scoprire la verità sulla morte del fratello Riccardo, bancario irreprensibile e dalla reputazione limpida. Il suo cadavere è stato recuperato tre anni prima a Savelletri, sulla costa di Fasano nel territorio del sacrista Oronzo Senese. Le indagini, frettolosamente chiuse dall’ex commissario Curiale, uomo della malavita nella polizia, dicono che Riccardo Savino si è suicidato, ma sua sorella Angela non è dello stesso avviso. Nel tentativo di venire a capo di un suicidio a dir poco sospetto in una zona ad alto tasso criminale, Carlo Mazzacani e Luigi Mascione cominciano a cercare negli ambienti della Sacra Corona Unita e in quelli della mala barese, per incappare in una fitta rete di rapporti tra mafie dalla quale per loro e per la procuratrice Buonamica, come loro sulle tracce di questo caso, non sarà così semplice districarsi. Nella nuova puntata della sua serie, muovendosi tra l’alta finanza, le cosche locali e la malavita internazionale, Leonardo Palmisano svela un enorme giro di denaro, di collusioni e di compromessi, entrare in contatto con i quali può costare la vita. Un libro indispensabile per chi crede nel principio follow the money. Leonardo Palmisano (Bari, 1974), imprenditore, editorialista del Corriere del Mezzogiorno, ricercatore, scrittore di gialli e inchieste. Presiede Radici Future Produzioni, è direttore artistico di LegalItria, cofondatore di Piazze Connection, membro della Presidenza di LegaCoop Puglia e del gruppo legalità di Lega-Coop nazionale. Colomba d’oro per la Pace 2019. Per Fandango Libri ha pubblicato con Yvan Sagnet Ghetto Italia. I braccianti stranieri tra caporalato e sfruttamento (2015, premio Livatino contro le Mafie), Mafia Caporale (2017), Ascia nera. La brutale intelligenza della mafia nigeriana (2019), La città spezzata (2021) e con Dimitri Deliolanes Mediterranea (2022, premio Oscar del Libro di Trani). Fandango Libri è anche l’editore della serie di gialli sul bandito Mazzacani: Tutto torna. Il primo caso del bandito Mazzacani (2018), Nessuno uccide la morte. Mazzacani sulle tracce di Colucci (2019), Chi troppo vuole. Mazzacani trova la sua vendetta (2020).

PROSSIMI APPUNTAMENTI

Giovedì 3 agosto (ore 20:30 – ingresso libero) nel Chiostro degli Agostiniani torna Chiara Valerio. La scrittrice, dialogando con Giulia Maria Falzea, presenterà “La tecnologia è religione” (Einaudi). Che differenza c’è tra danzare per far piovere, e schiacciare un tasto per illuminare uno schermo? In entrambi i casi, un movimento del nostro corpo fa accadere qualcosa. Nel primo caso, la danza della pioggia si rivolge a una qualche divinità e il dispositivo che ne attiva l’intervento è il nostro corpo. Nel secondo caso il dispositivo è un prolungamento del corpo. Norbert Wiener, matematico, sottolineava, già negli anni Cinquanta del Novecento, la pericolosa e facile identità tra religione e tecnologia. È dunque ragionevole domandarsi oggi quanto politiche culturali prive di immaginazione abbiano allontanato la tecnologia dalla scienza, trasformandola in una fede che ha i propri sacerdoti, i black fridays di festa, gli eretici, gli atei e i martiri da social network. Chiara Valerio (Scauri 1978) ha studiato e insegnato matematica per molti anni e ha un dottorato di ricerca in calcolo delle probabilità. Tra le sue pubblicazioni: A complicare le cose (Sistema editoriale 2003), La gioia piccola d’esser quasi salvi (nottetempo 2009), Spiaggia libera tutti (Laterza 2012). Per Einaudi ha pubblicato Almanacco del giorno prima (2014), Storia umana della matematica (2016 e 2022), Il cuore non si vede (2019 e 2023), La matematica è politica (2020), Nessuna scuola mi consola (2021), Cosí per sempre (2022) e La tecnologia è religione (2023). È responsabile della narrativa italiana della casa editrice Marsilio e lavora a Rai Radio3. Collabora con «la Repubblica», «L’Espresso» e «Vanity Fair».


Venerdì 4 agosto
(ore 20:30 – ingresso libero) ultimo appuntamento della settimana con Alessandro Paolucci, l’ideatore dell’account @Dio, seguito da centinaia di migliaia di persone tra Twitter, Facebook e Instagram. L’autore presenterà “Storia stupefacente della filosofia. Oppio, Lsd e anfetamine da Platone a Friedrich Nietzsche” (Il Saggiatore). Che cosa sappiamo davvero dei grandi pensatori della storia? La cultura istituzionale, i ritratti fatti da artisti e biografie ufficiali, i professori a scuola e in università ce li hanno sempre presentati come pedanti uomini dalla lunga barba bianca, impegnati a sondare i meandri dell’Essere tra tomi polverosi e attività noiose. Ma se qualcuno ci dicesse che il mito della caverna di Platone è il prodotto di una visione dovuta a una bevanda allucinogena, che il Superuomo era drogato dai farmaci di cui abusava il suo Nietzsche e che alcuni dei testi più importanti di Sartre sono stati scritti ingoiando dieci pasticche di anfetamina al giorno? In fondo, la via per raggiungere la verità spesso fatta di deviazioni stravaganti.

Ad agosto la rassegna (sempre con inizio alle 20:30) ospiterà Valerio Pascali e Alvise Sbraccia (8 agosto) con “La fabbrica in carcere e il lavoro all’esterno. Uno studio di caso su Fare impresa a Dozza” (Bologna University press), Mauro Favale autore con Tommaso De Lorenzis (9 agosto) del libro “L’aspra stagione” (La Nave di Teseo), Michele Gaetano Malandrino (10 agosto) con “La legge del cassetto chiuso” (Santelli), Carlo Romano (11 agosto) con “Valentina. Diario di un finto suicidio” e “Ironia della morte” (Golem Edizioni). Dopo una piccola pausa, gli incontri riprenderanno a settembre. La rassegna si completa con lo spazio dedicato ad autori ed editori locali messo a disposizione all’interno del Complesso degli Agostiniani (gli incontri già fissati sul sito www.bibliotecaognibene.it).