Addio ad Annibale D’Elia, pragmatico sognatore della Puglia

Nel 2001, nelle lande desolate di un Salento ancora poco pop, nasceva l’associazione CoolClub. Nel 2005, da poco diventati cooperativa, accogliemmo con entusiasmo la candidatura a presidente della Regione Puglia di Nichi Vendola. Fummo tra i protagonisti del movimento ArtistiXNichi e, sull’asse Lecce–Bari, iniziammo a conoscere alcune persone che avrebbero cambiato per sempre il volto di questa terra.

Tra queste, Annibale D’Elia. Carismatico, giovane ma esperto, ammaliante con il suo eloquio coinvolgente e concreto, pragmatico sognatore, con alcune metafore rimaste scolpite nel nostro cervello. Ma soprattutto capace di ascoltare, fare domande, prendere appunti, tenere insieme una visione ampia e una precisa geografia di realtà e persone. E poi quel tamburellare con le dita sulla penna e quelle gambe sempre in movimento, da vecchio batterista. Veniva da una cooperativa, come noi, e credeva nelle possibilità di un territorio e di una generazione fino ad allora poco considerati. La stagione di Bollenti Spiriti, grazie anche alla visione del gruppo nato attorno alla figura di Guglielmo Minervini, anche lui andato via troppo presto, è stata esaltante. Da quell’intuizione sono nati molti luoghi e molte imprese culturali e creative tuttora attive.

Siamo rimasti in contatto con Annibale anche nei suoi dieci anni lontano dalla Puglia, felici del percorso che stava costruendo e contenti ogni volta che potevamo incontrarlo per discutere di politiche pubbliche, giovani e creatività.

E poi eravamo, come tanti, incuriositi ed entusiasti del suo rientro in Regione come direttore di un settore complesso quale quello della Cultura, dello Spettacolo e del Turismo. Ascoltarlo era sempre stimolante: per le idee, per lo sguardo, per la capacità di trasformare intuizioni in opportunità concrete. Era successo poche settimane fa, in occasione di un progetto di costruzione dal basso, processi che tanto gli piacevano e si impegnava ad attivare o sostenere, e poi qualche giorno fa, all’assemblea di presentazione delle linee guida delle politiche culturali.

Finalmente anche le nostre socie e i nostri soci più giovani, che non avevano vissuto quella sua prima stagione pugliese, stavano imparando a conoscerlo e apprezzarlo.

Realtà come la nostra devono molto a persone lungimiranti e sognatrici come lui. La sua morte improvvisa è una perdita enorme, sul piano umano, culturale e professionale.

Alla sua famiglia, a chi condivideva con lui questo nuovo impegno e a tutta la comunità dei bollenti spiriti della Puglia va il nostro abbraccio.