Prosegue il percorso di animazione culturale e valorizzazione territoriale di Maglie Città del Gusto. Avviato a dicembre, il progetto è promosso dall’Infopoint ospitato nel MAITO – Museo Archeoindustriale di Terra d’Otranto e realizzato da 34° Fuso APS con il finanziamento del Fondo di Rotazione POC Puglia 2020–2027 e il sostegno del Comune di Maglie. Venerdì 27 febbraio alle 15:00 (posti limitati con prenotazione obbligatoria | 3278773894) è in programma il terzo appuntamento del ciclo di visite guidate “Visioni: dal sogno all’impresa”. Quest’ultima tappa sarà dedicata alla storia dei cappelli a Maglie tra produzione artigianale e patrimonio culturale. L’itinerario prenderà il via dall’opificio della Portaluri Giuseppe & Figli, azienda fondata nel 1965 da Giuseppe Portaluri – nominato Cavaliere del Lavoro – e oggi riconosciuta per l’alta qualità artigianale e per le collaborazioni con marchi nazionali e internazionali. Nello stabilimento di oltre 2500 metri quadrati, nel cuore della zona artigianale di Maglie, nascono ogni giorno cappelli e berretti realizzati a mano grazie all’esperienza di maestranze locali altamente specializzate. La visita proseguirà al MAITO, dove una sezione espositiva racconta la tradizione dei cappellifici magliesi e inserisce l’esperienza della famiglia Portaluri nella più ampia storia produttiva del territorio, restituendo uno spaccato significativo dell’identità economica e culturale locale. In chiusura, un momento conviviale con degustazione delle celebri monachine della Pasticceria Policarita.
MAITO – Museo Archeoindustriale di Terra d’Otranto
Il museo racconta il passato industriale di Maglie e della Terra d’Otranto, sviluppatosi tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, quando il territorio, anche grazie alla ferrovia adriatica, passò da fornitore di materie prime a centro manifatturiero. La città divenne così l’“Emporio del Salento Meridionale”, grazie a un vivace tessuto di opifici e attività artigianali legate all’agroalimentare e alla manifattura. Ospitato nell’ex fabbrica di mobili dei fratelli Piccinno, poi magazzino per la lavorazione dei tabacchi, il museo propone un percorso tra storie di imprese, cicli produttivi e innovazioni tecnologiche, arricchito da documenti, fotografie e apparati multimediali. Il MAITO è oggi uno spazio di narrazione, divulgazione e partecipazione, dedicato all’archeologia industriale e alla memoria del lavoro.



