Radici: la serata finale di Danzare la Terra al Convitto Palmieri di Lecce

Giovedì 31 luglio (ore 20:00 | ingresso libero) al Convitto Palmieri di Lecce con una serata di danza, teatro e canto si concludono le attività di Radici, ventiquattresima edizione di  Danzare la Terra. La residenza artistica dedicata allo studio delle danze rituali del Sud Italia e del Mediterraneo, promossa da Tarantarte con la direzione artistica di Maristella Martella, quest’anno è stata co-creata e sostenuta da Italea Puglia (Radici di Puglia Aps), realtà parte della rete territoriale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale nell’ambito del programma Turismo delle radici. La pratica delle danze tradizionali e la valorizzazione del patrimonio culturale popolare hanno incontrato il tema dell’emigrazione italiana.

Da lunedì 28, circa trenta persone, provenienti da tutta Italia e dall’estero, hanno seguito il laboratorio coreografico condotto da Maristella Martella e le sessioni dedicate alla pizzica pizzica e alle danze popolari del Sud Italia, affidate a Silvia De Ronzo, Antonio Congedo e Raffaella Vacca. Non sono mancati poi un focus guidato da Giovanna Bino sugli archivi di Eugenio Barba e Carmelo Bene, custoditi al primo piano del Convitto, e una riflessione sul significato delle migrazioni e sull’identità culturale curata da Sara Colonna, Giorgia Salicandro e Rita Piccinni nell’ambito del progetto Italea Puglia.

 
L’appuntamento finale, frutto di questi giorni, prenderà il via alle 20:00 con “La strada della voce”, una camminata cantata e danzata guidata da Ninfa Giannuzzi, accompagnata dall’Orchestra del Liceo Leonardo Da Vinci di Maglie e dalle danzatrici e dai danzatori in residenza. Il corteo attraverserà il centro storico trasformandosi in un’esperienza collettiva, aperta e partecipata, una vera e propria carovana artistica a cui chiunque potrà unirsi lungo il cammino. 
 
Alle 21:00 si tornerà nel Chiostro del Convitto Palmieri per “Radici”, la performance che restituirà al pubblico il lavoro coreografico coordinato da Maristella Martella. «La danza tradizionale ci ricorda chi eravamo, è una messa danzata che celebra il collante sociale e identitario di una comunità. Lavoreremo sulla tradizione e a partire da essa per raccontare cosa siamo diventati, distillando il meglio dal passato, conservandone l’autenticità popolare e, allo stesso tempo, sperimentando nuove strade per fare arte», racconta la direttrice artistica. 
 
A seguire in scena “Via. Epopea di una migrazione”, produzione di Ura Teatro ideata da Stefano De Santis e Fabrizio Saccomanno, che firma anche drammaturgia e regia e ne è interprete insieme a Cristina Mileti. Lo spettacolo ripercorre l’Italia di quegli anni, gli accordi tra il neonato Stato italiano e il Belgio, i lunghi viaggi stipati nei treni merci, il lavoro faticoso in galleria, fino alla tragedia di Marcinelle.
 
Nell’ambito di Radici, fino a sabato 2 agosto (dalle 8 alle 21) le sale del Convitto Palmieri ospiteranno anche la mostra fotografica In fuga di Gianluca Distante che racconta le storie degli italiani emigranti giunti in Australia a metà del Novecento, e li connette alle migrazioni attuali. Sempre sabato 2 agosto (ore 22:00 | ingresso libero), Danzare la Terra chiuderà ufficialmente con un appuntamento “off” in occasione della Festa patronale di San Biagio a Corsano: in programma, nella piazza dedicata al santo, la replica della restituzione finale della residenza e, a seguire, il concerto di Officina Zoè con le danze della Compagnia Tarantarte.

Il progetto è realizzato in sinergia con il Polo Biblio-Museale di Lecce, Puglia Culture, Ura Teatro, Associazione Kalimeriti Ambrò-Pedia, il Liceo Scientifico Leonardo Da Vinci di Maglie e UASC.