Da martedì 25 a venerdì 28 aprile a Lecce, nell’ambito del programma di residenze artistiche “Tell me… Actor!”, Ammirato Culture House ospita l’attore pugliese Flavio Albanese che porterà in scena lo spettacolo La notte è un materasso e le stelle un lenzuolo e condurrà un seminario pratico sulla commedia dell’arte.

Tell me Actor è la rassegna curata dall’attrice Maria Chiara Provenzano con la direzione artistica dell’attore e regista Ippolito Chiarello, che nasce dalla volontà di accogliere, nello spazio fisico e metafisico che è la residenza teatrale, artisti provenienti da percorsi diversi ma accomunati uniti, in questa esperienza, dalla cifra espressiva della narrazione.

La residenza di Flavio Albanese si apre con il seminario che l’attore condurrà dal 25 al 28 aprile, un laboratorio aperto a un massimo di dodici partecipanti che vogliano approfondire tecniche, usi, caratteri, stilizzazioni della tradizione della commedia dell’arte. In programma alcune prove di scena dal testo “Il servitore di due padroni” di Carlo Goldoni. Il costo per ogni partecipante è di 50 euro, per iscrizioni: Info. 3299741727

Giovedì 27 aprile (ore 21, ingresso 7 euro), appuntamento con L’universo è un materasso e le stelle un lenzuolo, spettacolo con Flavio Albanese, che ne firma anche la regia, scritto con Francesco Niccolini e prodotto da Compagnia del Sole in collaborazione con Ammirato Culture House.

“Il grande racconto del Tempo in quattro capitoli ” scrive Francesco Niccolini “si parte da quando il tempo non esisteva ancora, dall’origine del tutto attraverso il mito, in particolare la teogonia di Esiodo. Il capitolo successivo descrive il tempo in cui la realtà era ciò che il buon senso e l’occhio umano potevano cogliere e comprendere: al mattino il sole nasce a est, la sera tramonta a ovest, dunque il Sole gira intorno alla Terra. Il tempo di Aristotele e Tolomeo. Il terzo capitolo è la rivoluzione copernicana, in cui l’uomo scopre che la realtà non è quella che sembra. Ovvero: il Sole è il centro del mondo e la Terra immobile non è.

Il racconto conclusivo è il più ambizioso e difficile: riguarda il Novecento, da Einstein ai quanti, l’epoca in cui l’uomo ha cominciato a comprendere che non solo le cose non sono come sembrano, ma probabilmente tutto – come in teatro – è solo illusione: il tempo prima si è fatto una variabile relativa e poi è scomparso dalle leggi della fisica, lo spazio vuoto non esiste, le particelle di materia sono imprevedibili e non sono mai dove dovrebbero essere. Noi compresi, ovviamente. Il tutto è raccontato con occhi pieni di meraviglia (e anche un po’ di spavento) da un protagonista diretto di tutta la storia: il Tempo in persona, Crono, prima imperatore dell’Universo e poi, dopo essere stato sconfitto dal figlio Zeus, sempre più in disparte. Fino a sparire”.

«Tell me Actor è un luogo d’incontro per una riflessione sul teatro» dicono gli organizzatori della rassegna «Il titolo individuato per questa sessione di residenze, si accorda con la volontà di ripensare al ruolo dell’attore nella società seguendo la linea che dal giullare medievale ha portato sino a Dario Fo perché, come allora, l’istituzione che dovrebbe farsi carico del teatro, promuoverlo e fortificarlo, latita. Siamo in un nuovo Medioevo in cui l’attore deve riunire in sé abilità da poeta, danzatore, musicista, giocoliere… ma soprattutto deve saper scendere dal palco (quand’anche ne abbia uno a disposizione) senza cadere e guadagnare la piazza, l’agorà, facendo il proprio mestiere: quella grande magia che grazie ad una recitazione “epica” racconta personaggi che, con un gesto, una mano battuta sul fianco, uno schiocco di dita o uno squillar di tromba, appaiono vivi davanti ai nostri occhi sgranati»

Il programma di residenze proseguirà a maggio con l’attrice Manuela de Meo.