STEFANO ZENNI
25/06/2012
La vicenda storica raccontata con i protagonisti della musica afroamericana. Il testamento, le suggestioni e le riflessioni sugli eroi di questa eccezionale e atipica (…almeno per noi italiani) musica. La cronaca interminabile di una musica nobile, cresciuta attraverso l’esodo forzato degli schiavi. La nascita (New Orleans) e le migrazioni africane, asiatiche ed europee, di un sound che si è diffuso in un tessuto sociale sempre più contaminato da ‘altre’ evoluzioni. Il libro in questione analizza grazie alla creatività di Stefano Zenni, uno dei migliori musicologi di jazz d’Europa, le vicende della genesi della musica afroamericana. Un viaggio lungo e corposo, oltre seicento pagine dove vengono tratteggiate i principali sconfinamenti del jazz attraverso la musica classica, il blues, la musica etnica e il rock. Il jazz si è sempre rinnovato attraverso l’opera degli improvvisatori. In fondo il bebop non sarebbe nato senza Charlie Parker e Dizzy Gillespie o le crazioni di Sonny Rollins e John Coltrane, oppure lo swing di Andy Kirk, le orchestre di Duke Ellington e il misterioso fascino di Miles Davis, vero faro della musica nera tra gli anni quaranta e settanta fino alle ultime iperboli creative a ridosso degli anni ottanta e novanta, gettando le basi per un mutamento generazionale tra il successo di massa e le prime interperanze hip-hop jazz! Zenni descrive molto bene anche la cultura afroamericana, descrivendo minuziosamente le avanguardie, inchieste e analisi politiche, il ritorno in auge di musicisti come Dexter Gordon, Stan Getz, il free jazz, l’importanza di un pianista come Mc Coy Tyner che aveva capito come continuare la direzione indicata da Coltraneo la focosa prospettiva di sassofonisti come Greg Osby, John Zorn e Tim Bernie, una perfetta rappresentazione della scoperta di un nuovo modo di fare jazz, con le ambiguità del presente. Le citazioni di musicisti fondamentali nel jazz come il contrabbassista Jimmy Blanton e i segreti del jazz scandinavo, francese e italiano con le liturgie mediterranee di Enrico Rava e Paolo Fresu allargando a dismisura i vertici del jazz conemporaneo. Il libro è un indispensabile testo, con tanto di mappe e cronistorie per descrivere la musica più cool del pianeta: una prospettiva globale che Stefano Zenni ha interpretato con una scrittura colta e fruibile rovesciando gli schemi di un sound che non finirà mai di sorprendere.
Giuseppe Maggioli














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