Mente e anima del progetto A Copy For Collapse costruito su voce, synth e “macchine”, Daniele Raguso produce la sua musica nel cuore della Murgia barese, precisamente a Castellana Grotte. Dopo due dischi e numerose collaborazioni internazionali, tra ambient, chill-wave e shoegaze, A Copy For Collapse ha lanciato nel mese di febbraio “Silent Wander”, singolo divenuto anche un Ep con il remix a cura di Nima Tahmasebi / NT89. Proprio questo ultimo lavoro proietta la musica di Daniele verso “Your Imaginary World”, suo terzo album in studio nel quale, promette, «ci saranno dei featuring molto interessanti».

Il tuo progetto nasce nel 2012 e attraversa due album “The last dreams on Earth” (Seahorse Recordings – 2013, ndr) e “Waiting for” (No Sense Of Place Records – 2015, ndr). Come si è evoluto il tuo sound? Quali artisti hanno influenzato il tuo percorso sino ad oggi?

Il mio album di debutto si può dire fosse una sorta di sintesi di tutte le mie influenze musicali: dalla chill-wave di Toro Y Moi all’ambient di Aphex Twin. Con “Waiting For” tuttavia il mio “timbro” iniziava a delinearsi verso lidi più dancefloor, pur mantenendo quell’approccio shoegaze che mi caratterizzava fin dagli esordi (e in un certo senso, continua ad essere presente). Innegabili per me le influenze di artisti come M83, New Order, Washed Out…

Durante la tua carriera artistica hai collaborato con numerosi artisti italiani ed internazionali per i remix dei tuoi brani, da Aucan a Proxy e poi Juno, Orax, Noize Clash e Redrum Alone. Hai un aneddoto curioso o interessante da raccontarci in merito a queste collaborazioni?

Ho avuto la fortuna di collaborare con ottimi artisti. Ricordo in particolare quando, a mia insaputa, la No Sense Of Place (label per la quale uscì il mio secondo album “Waiting For”) mi disse che Proxy apprezzò il disco ed era interessato a rielaborare un mio brano (“Grey Sunday”). Beh, fu una bellissima sorpresa.

Parliamo di “Silent Wander”. Si tratta dello step intermedio tra i primi dischi di cui abbiamo parlato e il prossimo “Your Imaginary World”. Quando è nata l’idea dell’Ep? Anche in questo lavoro troviamo un remix, questa volta a cura di NT89…

Dopo qualche mese dall’uscita di “Waiting For” iniziai subito a lavorare su nuovi brani; tra le prime idee ci fu proprio “Silent Wander”. Questo brano è una novità rispetto ai miei lavori precedenti: potrei parlare di un’evoluzione dettata da una produzione meno low-fi, un beat decisamente più dancefloor ed una maggiore cura per la parte vocale. Qualche mese fa poi ho casualmente conosciuto il producer Nima (NT89) cui ho proposto l’idea di un remix e da lì la pubblicazione del singolo, sia in digitale che su supporto fisico.

Dell’Ep è stata realizzata, appunto, anche questa versione in vinile 7” molto bella. Di chi è l’artwork e dove possiamo acquistare “Silent Wander”?

Il vinile è disponibile in copie limitatissime sul mio bigcartel (ecco il link, ndr). L’artwork è stato curato da Michele Guidarini che aveva già realizzato la grafica per “Waiting For”. Michele è un grafico pubblicitario ed artista toscano. Quello che caratterizza il suo lavoro è il coniugare la grafica pura al senso artistico del lavoro, dare valore alla parte emotiva del prodotto. Come artista è considerato un giovane talento italiano di riconosciuta personalità internazionale che ha esposto le sue opere in vari capitali europee ed oltreoceano. Artista eclettico e di grande forza espressiva, affonda le sue radici in un territorio ricco di suggestioni, a metà strada tra l’arte urbana e l’immaginario tipico della musica dark e punk.

Il singolo è stato lanciato dal video girato dal collettivo di Milano KES (che potete guardare sopra, ndr). Ci piacerebbe conoscere qualcosa in più sul lavoro di KES, sulla realizzazione del video e sulla danzatrice protagonista…

KES è lo pseudonimo utilizzato dal collettivo dei tre registi Giovanni Bolondi, Federico Mazzarisi e Murad Suleymanov che vivono e lavorano a Milano e che insieme si occupano della produzione di videoclip della musica underground italiana. L’idea di “Silent Wander” è nata dalle suggestioni di ognuno di loro e dal confronto continuo con me. I tre registi volevano raccontare una storia senza rinunciare all’apparato visivo, quindi hanno lavorato a lungo per trovare un concept che li soddisfacesse e che permettesse loro di lavorare su entrambi i piani. L’idea di utilizzare una danzatrice è venuta subito fuori quando hanno ascoltato la traccia. La ritmica suggeriva qualcosa di dinamico ed i tre registi volevano rendere l’idea di sonorità distorte e atipiche, per questo hanno optato per una coreografia atipica, montata in maniera serrata. L’attrice si chiama Stefani Seumyr, un’artista con la quale Federico aveva già lavorato. Quanto alla location, questa è venuta fuori dopo. Giovanni aveva visitato diversi luoghi in stile liberty; alla fine la scelta è ricaduta sul posto che vedete nel video perché meglio si adattava a ciò che volevamo esprimere con il nostro concept.

Cosa dobbiamo aspettarci, dunque, dal tuo nuovo album in studio “Your Imaginary World”?

In questi giorni sto sistemando gli ultimi dettagli di quello che sarà il mio terzo disco che avrà sicuramente un sound più maturo, una maggiore cura dei testi, una voce più incisiva, ma soprattutto vanterà varie collaborazioni con artisti italiani della scena dream-pop/shoegaze/post-punk. Non voglio anticipare nulla, ma posso dire che saranno featuring molto interessanti.

Daniele, come è stato per te produrre musica elettronica in questi anni in una regione come la Puglia nella quale tradizionalmente si seguono percorsi artistici differenti?

Grazie alla musica ho avuto la fortuna di conoscere tantissime persone non solo nelle mie tappe in Italia (da Nord a Sud), ma anche durante le mie trasferte all’estero. La mia sede operativa e il luogo dove mi piace vivere resta comunque Castellana Grotte (a due passi dal Kode 1, a proposito di belle cose made in Puglia). La Puglia è quella regione che offre paesaggi mozzafiato, ottima cucina, ma è anche il luogo nel quale negli ultimi anni sono nati tanti validi producer e interessanti progetti dal sound internazionale.

 

Chiara Melendugno