A sei anni di distanza da “L’Albero delle Seppie” tornano i Baciamolemani, storica formazione originaria di Ragusa composta da sette polistrumentisti, cresciuta nel cuore della tradizione delle bande di paese siciliane e oggi all’opera con “Cardio-Tonic”, un disco scanzonato e ironico. L’album è stato registrato e mixato a cavallo tra il 2015 e il 2016 al Sonoria Rec Studio di Scordia (Catania) da Vincenzo Cavalli, ma è stato pubblicato a gennaio di quest’anno per La Corriera Produzioni. Nel disco, assieme a Piero Pizzo (voce, chitarra acustica), Andrea Dipasquale (trombone, chitarra elettrica), Marco Guastella (batteria), Davide Dipasquale (MC, synth), Thomas Occhipinti (percussioni, sax), Andrea Savasta (tromba), Andrea Iozzia (basso), anche il quartetto d’archi (presente in tre brani) formato da Giovanni Cucuccio, Alessio Nicosia, Maurizio Longo e Alessandro Longo.

Cardio-Tonic è il vostro terzo album in studio. Partiamo dal principio: a cosa fa riferimento il nome e come lo avete scelto? Quali tematiche affrontate nel disco?

Il nome fa riferimento ad una bevanda energetica; ironicamente parlando è una pozione miracolosa per combattere le ansie dei nostri giorni, la paura di non essere accettati, di non essere “al passo”. Affrontiamo tematiche quotidiane, soprattutto legate alle nuove “religioni” che l’uomo crea per aver qualcosa da seguire con devozione come l’attività fisica, il mangiar sano, l’essere sempre nel posto giusto con la gente giusta.

La vostra band ha ormai dieci anni di attività alle spalle con molti tour all’estero. Quale percorso vi ha condotti fino a Cardio-Tonic?

È stato un percorso assai lungo quello che ci ha condotti da L’Albero delle Seppie (nostro secondo disco) a Cardio-Tonic. Dopo anni di viaggi e tour in giro per l’Europa ci siamo fermati e siamo tornati a vivere a casa nostra, in provincia, un luogo nel quale abbiamo ripreso tutte le abitudini più o meno “meccaniche”. È stato il momento in cui abbiamo capito che era giusto ripartire proprio da casa, ma con una nuova prospettiva, quella dei trentenni.

Nell’album esplorate nuovi linguaggi musicali e, nonostante l’uscita invernale, Cardio-Tonic ha dentro tante canzoni pop dal sapore estivo. Come descrivereste musicalmente questo nuovo lavoro?

È stata una scelta volutamente in contrasto, così come lo sono i testi con la musica. Questo disco è lineare e orchestrale allo stesso tempo, ma soprattutto…è melodico! Ormai la melodia viene schivata quasi come fosse una malattia; noi invece cerchiamo tutt’ora di farne un marchio di fabbrica.

Restando in argomento, avete scelto di inserire anche la cover di “Un’estate al mare”, scritta da Battiato per Giuni Russo…

Oltre ad essere un tributo tutto siciliano, abbiamo trovato in questa canzone gli estremi che caratterizzano anche il nostro Cardio-Tonic: una canzonetta estiva dietro la quale si cela in realtà un quadro decadente estremamente attuale che noi abbiamo voluto esaltare nel suo lato più scuro e grottesco.

Come avete lavorato in fase di registrazione? Essendo tutti dei polistrumentisti, come avete collaborato in questa fase?

È stato divertente così come è sempre divertente in sala prove continuare a sperimentare. Una cosa è certa: da questo punto di vista non abbiamo voglia di smettere di esagerare.

Al momento siete in tour. Come sta andando? Cosa succederà subito dopo questa serie di live?
Il tour sta andando molto bene. Siamo ancora in fase di riscaldamento; altre date importanti stanno per arrivare e noi siamo allenati nel macinare chilometri. L’attività live è sempre stata la nostra linfa vitale e noi non speriamo altro che rendere il tour sempre più fitto e ricco.

Chiara Melendugno