È l’agosto del 1965 e Watts è un quartiere sotto assedio. La guardia nazionale pattuglia le strade ridotte ad un cumulo di macerie e carcasse fumanti, gli sciacalli scavano fra le rovine alla ricerca di merce da ricettare, mentre i negozianti rimettono insieme i resti delle loro attività. Nel freddo letto del Miller Neurological Sanatorium giace il corpo senza vita di Nola Payne, Little Scarlet, la trentaquattresima vittima della rivolta. Il principale indiziato è un uomo bianco visto in compagnia della ragazza poco prima del decesso, e poi scomparso nel nulla. Sulle sue tracce Ezekiel Rawlins, l’unico in grado di aggirarsi nel quartiere senza destare troppi sospetti, che se confermati, rischierebbero di scatenare una nuova ondata di violenza. L’odore acre del fumo e il battito incessante della rivolta accompagnano il nono capitolo della saga su Easy Rawlins. Nato dalla penna dello scrittore afroamericano Walter Mosley, questo personaggio è un veterano della seconda guerra mondiale, un amorevole padre di famiglia ed un rispettato membro della comunità nera. Proprio l’amore per la sua gente lo spinge a collaborare con il dipartimento di polizia, nonostante i suoi dissapori con le autorità bianche. Mosley attraverso il suo protagonista ricostruisce la rabbia e la frustrazione degli afroamericani, ghettizzati e soffocati dall’asfissiante repressione delle istituzioni bianche. “Questo è un posto difficile. Ci sono uomini e donne che lavorano, tutti chiusi nello stesso recinto, e si fanno il sangue amaro per quello che vedono e non potranno avere […] Ogni bambino cresce con l’idea che solo i bianchi possano fabbricare cose, governare paesi e avere una storia. Vengono tutti dal Sud, ed hanno conosciuto un razzismo talmente brutale che non sanno cosa significhi camminare a testa alta. Si innervosiscono quando passa un’auto della polizia. Si infuriano quando i loro figli vengono portati via in manette. Quasi ogni uomo e donna prova quella rabbia, ma non può sfogarla. Questa rivolta, finalmente, lo ha detto forte e chiaro”. Easy Rawlins è un incrocio fra Marlowe e Spade: affascinante, risoluto e ruvido, eppure la sua connotazione razziale lo differenzia dai suoi predecessori del filone hard boiled. Sensibile alle ingiustizie sociali e alla difficile condizione dei neri nell’America di fine anni sessanta, il detective Rawlins rappresenta un ponte fra la letteratura mainstream ed il romanzo di denuncia sociale. Einaudi porta per la prima volta sul mercato italiano Walter Mosley, che annovera fra i suoi estimatori l’ex presidente Clinton e colleghi del calibro di George Pelecanos, e che con questo romanzo, rimanda inevitabilmente il lettore ai cambiamenti politici avvenuti quarantatre anni dopo la rivolta di Watts.
Roberto Conturso



