Viale Magna Grecia, rione Tamburi, i fumi dell’Ilva, il ponte girevole, la periferia sporca e polverosa, la salita verso Martina Franca. Il romanzo di Vito Bruno si staglia su una Taranto lontana dalla modernità e lacerata dal fallimento. Priva di speranze e di sogni. Il protagonista è Carmine, un prete che sulla soglia dei cinquant’anni sente vacillare la forza della sua vocazione e della fede che lo ha sorretto fino a quel momento.
Le sue certezze si infrangono di fronte ad una domanda posta da una prostituta venuta dal Montenegro: qual è il senso del dolore? Don Carmine non riesce a rispondere ma inizia a sentire dentro un profondo senso di inquietudine mischiato alla consapevolezza di non essere più all’altezza dell’abito che indossa. Da quel momento in poi la Taranto dei giorni nostri si fonde con la narrazione e diventa “un posto perfetto per soffrire tutti insieme”. Gli eventi incalzanti e veloci vedono il prete coinvolto in situazioni più o meno lecite, con il solo scopo di salvare Alena e donarle un destino più fortunato. Il futuro non sembra esistere, tutto è schiacciato sul presente. E ogni singolo essere umano è costretto a covare da solo la propria pena. Finché le acque inquinate e placide del Mar Piccolo benedicono una tanto agognata salvezza…
Le sue certezze si infrangono di fronte ad una domanda posta da una prostituta venuta dal Montenegro: qual è il senso del dolore? Don Carmine non riesce a rispondere ma inizia a sentire dentro un profondo senso di inquietudine mischiato alla consapevolezza di non essere più all’altezza dell’abito che indossa. Da quel momento in poi la Taranto dei giorni nostri si fonde con la narrazione e diventa “un posto perfetto per soffrire tutti insieme”. Gli eventi incalzanti e veloci vedono il prete coinvolto in situazioni più o meno lecite, con il solo scopo di salvare Alena e donarle un destino più fortunato. Il futuro non sembra esistere, tutto è schiacciato sul presente. E ogni singolo essere umano è costretto a covare da solo la propria pena. Finché le acque inquinate e placide del Mar Piccolo benedicono una tanto agognata salvezza…
Lucio Lussi



