
Il ricordo di un bambino e la storia italiana si incontrano e si mischiano fino a confondersi in questo toccante volume che ripercorre la vicenda di un “eroe borghese”, Giorgio Ambrosoli. Nei burrascosi anni ’70 l’avvocato milanese fu chiamato ad un improbo compito: essere il commissario liquidatore della Banca Privata di Michele Sindona. Il crack finanziario per eccellenza coinvolse la politica e la Chiesa, l’Italia e gli Stati Uniti, la Loggia P2 e lo Ior. Il figlio Umberto, che nel 1979 aveva solo otto anni, ripercorre e ricostruisce la storia del padre, la sua morte, il lungo processo, la condanna di Sindona e la sua misteriosa fine. Dopo i successi dei volumi di Mario Calabresi e Benedetta Tobagi, Qualunque cosa succeda conferma come il lettore, per riflettere sugli anni bui della nostra democrazia, sia alla ricerca di racconti partecipati e non solo di sterili ricostruzioni. “Al di sopra di tutto c’è”, sottolinea Carlo Azeglio Ciampi nella sua introduzione, “la volontà di Umberto Ambrosoli di testimoniare – con la memoria di una vicenda personale, di una ferita insanabile – l’impegno militante per l’affermazione dei valori dell’onestà, dell’assunzione di responsabilità, dell’adempimento del dovere; delle necessità di non tradire mai la propria coscienza: non omnis moriar” (pila).



