Il titolo fa pensare a qualcosa di simile a In to the wild... niente di più sbagliato. La natura qui è solo un pretesto, una cornice, la più sbagliata o forse la più adatta ad accentuare i toni narrati.
Un situazione surreale (un imprenditore intrappolato sotto il suo fuoristrada con un orso intento a sbranargli il piede) è il quadro di partenza. Un contesto in cui non si fatica a trovare vittima e carnefice, ma solo apparentemente. Quando Marv Pushkin comincia a raccontarsi e a divagare scopriamo quanta bestialità feroce si nasconda (neanche tanto) nell'uomo. È così che il clima surreale lascia pian piano il passo a una realtà esasperata, a un catalogo della cattiveria, al ritratto di una vita apparentemente di successo che cela frustrazione e depressione. Un libro geniale nell'impianto, impietoso ed esilarante... una lettura irresistibile.
Osvaldo Piliego
Un situazione surreale (un imprenditore intrappolato sotto il suo fuoristrada con un orso intento a sbranargli il piede) è il quadro di partenza. Un contesto in cui non si fatica a trovare vittima e carnefice, ma solo apparentemente. Quando Marv Pushkin comincia a raccontarsi e a divagare scopriamo quanta bestialità feroce si nasconda (neanche tanto) nell'uomo. È così che il clima surreale lascia pian piano il passo a una realtà esasperata, a un catalogo della cattiveria, al ritratto di una vita apparentemente di successo che cela frustrazione e depressione. Un libro geniale nell'impianto, impietoso ed esilarante... una lettura irresistibile.
Osvaldo Piliego



