
Adoro i progetti folli, non è un mistero. E faccio in modo di non perdermi qualsiasi cosa esca dalla testa felicemente bacata di Simone Sarasso: romanzi, fumetti, oppure un oggetto alieno come J.A.S.T., acronimo che sta per Just Another Spy Tale. Un cofanetto con tre volumi che raccolgono gli episodi della prima fiction televisiva su carta. Nell’intro, l’avvertenza: “SE PENSATE D’AVER COMPRATO UN ROMANZO, SIETE FUORI STRADA. QUESTA È UNA SERIE TV”. Cioè una cosa con milioni di fans sparsi per il globo tipo 24 o C.S.I. per intenderci. Ogni serial che si rispetti ha una mente (Lynch per Twin Peaks, J.J. Abrams per Alias e Fringe, e così via) più un pool fidato di sceneggiatori e registi. Per mettere in piedi la prima stagione, Sarasso ha chiamato Lorenza Ghinelli (in uscita il suo Il Divoratore) e Daniele Rudoni, tra le sue credenziali la collaborazione con la Marvel. Le regole sono le stesse del format per il piccolo schermo: un pilot, una durata media di quaranta minuti (“Se siete particolarmente lenti a leggere, fate conto di non esservi alzati dal divano durante la pubblicità”, scherza il producer), una trama fitta di colpi di scena intrecciati da un trio che si diverte un mondo a tirar fuori personaggi come Aisha, femmina splendida e pericolosa di origini afghane, o come Barak, un medico che non sembra un medico. L’universo J.A.S.T. contiene una miriade di citazioni letterarie, cinematografiche, televisive. È una scatola magica con dentro spionaggio internazionale, situazioni esplosive alla Gérard de Villiers, sequenze che mozzano il fiato. Se acchiappa? Sto già aspettando la seconda stagione!
Nino G. D’Attis
Nino G. D’Attis



