Il Salento è pulito. Lo dicono i dati scaturiti dai rilevamenti dei microinquinanti organici presenti nelle deposizioni atmosferiche, cioè di tutto ciò che si deposita al suolo, effettuati di recente dall’Agenzia regionale per la protezione ambientale (Arpa) e dall’Istituto nazionale della chimica per l’ambiente (Inca) in collaborazione con il Consiglio Nazionale delle Ricerche. Il Salento oggi è diverso, non più evocativo di termini come sottosviluppo e miseria, ma scenario ideale per set cinematografici, ambiente ideale dove il Fai ha trovato il modo, con le sue giornate primaverili, di evidenziare come sia diffuso e vario il nostro patrimonio artistico e naturalistico. Il Salento è un territorio ricchissimo di saperi, pieno di librerie, di case editrici, di associazioni culturali, di gallerie d’arte, di teatri, attivissimo nella produzione e organizzazione di appuntamenti culturali. Il Salento allora non è solo un territorio ricco di bellezze paesaggistiche e culturali, ma una terra che può offrire ancora molte opportunità. Ed ecco che una storica casa editrice olandese come Bhoomans editore, che opera dalla seconda metà del secolo scorso nella patria dei tulipani, apre anche una sua succursale proprio a Lecce e lo fa con l’intento di lavorare con poche uscite, ma di alto valore contenutistico e una grande cura grafico-editoriale. Il primo lavoro di questa nuova azienda editoriale è di Lara Carrozzo, con la sua prima raccolta poetica dal titolo Più luce. Lara Carrozzo, che con una laurea in lettere, ha performativamente e poeticamente collaborato con grandi nomi della cultura salentina appartenenti al mondo accademico, scrive versi intensi che per comprendere ci si deve porre nella condizione di immaginarsi abbagliati da una grande fonte luminosa dopo un lungo percorso nelle tenebre. L’autrice nutrendo l’intera raccolta di tutta l’esperienza possibile assaporata nella sua vita, modella il ritmo poetico attraverso una dialettica che va dal sensibile al sensoriale al mistico. Fondamentalmente si tratta di un lavoro dove materia e cuore si fondono in un sincopato rumore bianco fatto di possessi, ingordigie, corpi, visioni misteriche ed esoteriche. Un canto di lode smisurato al Feminino Sacro come fonte inesauribile di energia ed ispirazione di vita.
Stefano Donno
Stefano Donno



