L’ipertrofia narrativa di Gianluca Morozzi è sempre sorprendente. La sua capacità di esplorare registri diversi con naturalezza gli ha permesso di raccontare esilaranti ritratti di vita, di parlare di musica, di calcio o di costruire romanzi dalle strutture iperboliche. E non sbaglia un colpo. Il suo primo amore, la casa editrice che ha dato via al suo viaggio letterario e a cui sempre torna è Fernandel. Da un po’ di tempo Gianluca ha sposato il fumetto, o meglio la graphic novel, appendice ideale del suo stile. E quando Morozzi incontra le sue immagini esplode, da sfogo a un immaginario fantastico quanto apocalittico. E naturalmente non è mai solo. Dopo il delirio di Pandemonio realizzato in coppia con Squaz arriva Factory, saga a puntate con Michele Petrucci alle matite. Storie intrappolate in una fabbrica, un mondo fuori tutt’altro che invitante, incontri allucinati. Il tratto e il linguaggio si muovono insieme per accenni, dolorosi, crudi, essenziali. Candidato come miglior fumetto italiano del 2009 Factory è il serial che aspettavate di leggere.
Osvaldo Piliego



