Dopo appena venti giorni dall’uscita in libreria, il nuovo libro della signora del giallo francese è già in vetta alla classifica dei libri più venduti. Non ci stupisce e nemmeno ci dispiace. Meglio Fred Vargas di tante altre cose dopo tutto.
Non sarà l’ultima frontiera del noir più arrabbiato e sorprendente, ma i suoi personaggi, Adamsberg su tutti, il suo modo di costruire le storie e dipanare gli intrecci, il suo humour, la sua cultura (Fred Vargas è lo pseudonimo di Frédérique Audouin-Rouzeau, archeozoologa e medievalista), la sua capacità di creare dialoghi succulentie strepitosi, fanno dei suoi libri un piacevole passatempo e un diversivo intelligente. Certo, non ti fa incazzare, non ti fa venire voglia di spaccare tutto, non ti stringe l’epigastrio, non ti muove emozioni e sensazioni sepolte, ma non si può avere tutto dalla vita.
In questo Un luogo incerto il nostro amico Adamsberg, in compagnia del suo inseparabile Danglard si trova in Inghilterra per una riunione della Grande Europa poliziesca per armonizzare i flussi migratori tra ventitré Paesi. Ma il ritrovamento di diciassette scarpe spinge il commissario a percorrere un’altra Europa che da Londra, attraverso i dintorni dell’Hauts-de-Seine e la Serbia, lo porterà alla tomba di Peter Plogojowitz, riesumato nel 1725 col sospetto di essere un vampiro. Ed ecco che il commissario Adamsberg si ritrova a dover fare i conti niente meno che con il mito del vampiro. E con un passato come sempre troppo ingombrante.
Dario Goffredo



