La bibliografia dei Beatles - sterminata, è il caso di ricordarlo - ha difficilmente tenuto in considerazione i testi. Da noi c'è anche un opinione generale abbastanza negativa, come se John Lennon e Paul McCartney - per non parlare di George Harrison - fossero, certo, dei maestri nella scrittura di canzoni, ma che non brillassero più di tanto per le parole. E questo soprattutto per il primo periodo della loro produzione. Uno che di testi si intendeva, Peter Sellers, portò tuttavia la sua lettura shakespeariana di "A Hard Day's Night" nei Top 20 UK. Intuizione geniale, quella di capovolgere l'inglese liverpooliano di John in una declamazione teatrale. Non tutti ricordano d'altra parte le perle beatlesiane di Sellers, prima fra tutte quella cockney di "She Loves You". Bene ha fatto dunque Massimo Padalino a centrare la sua analisi sulle liriche dei Beatles, attingendo dalla mole critica di cui si diceva e aggiungendoci del suo. È un volume, questo, che non sfigurerebbe per niente in una traduzione in inglese.
Giancarlo Susanna (da Rockerilla)



