Da piccolo, ricordo l’angoscia provocata dalle immagini televisive dei missili nucleari che avrebbero potuto distruggere la terra allora divisa dalla guerra fredda che volgeva al termine. Angosciose immagini di quello che poteva essere. Dagli anni ’90, in poi, invece la guerra è diventata una condizione di “normalità” nelle televisioni e sui media. I bambini italiani di oggi, rifletto, nascono con la guerra e sono quasi assuefatti a questa brutale “normalità” mediatica. Ma non tutte le guerre sono uguali e non tutte le guerre vengono raccontate allo stesso modo. Guerra alla terra della collana VerdeNero di Edizioni ambiente a cura dei giornalisti di Peace Reporter racconta cinque conflitti scatenati per la conquista delle risorse naturali. Christian Elia parla dell’acqua del contendere nel conflitto israelo-palestinese, Alessandro Grandi racconta del litio boliviano, Matteo Fagotto della guerra dimenticata del petrolio nel delta del fiume Niger, Cecilia Strada racconta invece delle mine in Afghanistan. Vauro, a suo modo e con le sue vignette, racconta il rapporto tra guerra e ambiente. “Continuiamo a giocarci pezzi di pianeta, seppellendo sotto le bombe e le mine, avvelenandolo con l’uranio e il petrolio, stravolgendone la fisionomia. Nessun trattato di pace potrà rimettere le cose a posto”, sottolinea nella prefazione Gino Strada. “La cultura della guerra ha preso il sopravvento e ha fatto saltare anche i paletti della logica, non solo quelli della convivenza civile”, precisa nella introduzione Maso Notarianni. “Su che base logica e lessicale, infatti, una bomba che esplode in una città europea facendo decine e decine di vittime civili si chiama terrorismo, mentre una che detona in un mercato del giovedì in un villaggio afgano si chiama deprecabile errore? Qualcuno crede ancora al fatto che non sia nei piani strategici (criminali), nelle intenzioni (criminali) e nella volontà (criminale) dei comandanti militari occidentali e dei loro mandanti politici l’ammazzare ogni giorno svariate decine di civili inermi?” (pila)



