La storia come è noto viene scritta dai vincitori, ma cosa accade quando a vincere nonostante tutto non è proprio nessuno? Questo devono aver pensato Leaf e Scheinfeld, nel confezionare un pregevole documentario che partendo dalla seconda metà degli anni ‘60 tenta di analizzare la conversione dell'ex-beatle John Lennon a paladino dell'antimilitarismo fino a diventare un nemico riconosciuto e combattuto dell'intera amministrazione americana. Erano gli anni delle contestazioni, del Vietnam, dei grandi ideali e di quel Richard Nixon che prima del Watergate aveva dato anima e corpo per riuscire a cacciare dal suolo americano un comunicatore avverso del calibro di Lennon. Girata grazie alla collaborazione dell'ex-compagna Yoko Ono che ha fornito documenti inediti e interessanti, questa pellicola si snoda attraverso immagini di repertorio e interviste ad importanti personaggi di quegli anni come Noam Chomsky e il capo delle Black Panters Bobby Seale che danno una mano ad inquadrare politicamente e temporalmente il periodo. Lo stile è quello di un documentario classico, senza molti fronzoli e con immagini a volte di scarsa qualità quasi a rimarcare la volontà di andare oltre l'apparenza e di concentrarsi sul messaggio, quello di pace tanto caro a Lennon e divenuto inno con pezzi come Give peace a chance e Imagine. Cosa ha spinto Lennon e Yoko Ono (che molti considerano la causa dell'allontanamento dal gruppo del cantante) a imbarcarsi in un'avventura tanto difficile e pericolosa? E' una delle domande a cui il documentario unitamente ad elementi come la misteriosa morte del cantante, cerca di trovare una risposta mettendo sul piatto anche la sua infanzia non facile. In conclusione un prodotto ben fatto e diretto, capace di emozionare e di lanciare molte conferme (come quella dell'immortalità dei sognatori) e un interrogativo: come è possibile che certe cose siano accadute e continuino a farlo anche in paesi che consideriamo, come gli Usa, avamposti di libertà? Certo, questo è un problema, ma forse non importa. Perché è tutto nelle nostre mani e il mondo, tutto sommato, merita un'altra chance.
C. Michele Pierri



