Presentato alla Festa Internazionale del Cinema di Roma, tra le discusse attese amate e criticate diverse premiere, spicca per bellezza e profondità The Namesake. Girato tra l'India e l'America, con attori indiani e in lingua indi e inglese, quello della già nota Mira Nair è un film che ritrae i nostri tempi, tempi di mistione di culture e fusione di mondi, di contraddizioni e arricchimenti, di viaggi solo andata e di ritorni. Un matrimonio combinato ha unito Ashoke e Ashima e li ha portati lontano dalla caotica e viva Calcutta in una ancor più caotica e viva New York, città gelida e sconosciuta, come è per loro sconosciuta la mentalità della gente che la popola. Non è facile, soprattutto per Ashima, ambientarsi lontano dal calore della sua famiglia, dai colori e dai paesaggi che rendono l'India quella che tutti immaginiamo e a cui la bellezza della fotografia di questo film rende il giusto merito. Il titolo italiano sarà Il destino nel nome - The Namesake, (letteralmente L'Ononimo) e fa riferimento alla difficile e significativa scelta del nome attribuito al figlio dei due, Gogol, come il famoso scrittore russo. Tratto dal racconto di Jhumpa Lahiri, questo lavoro è ricco di dettagli, segni, flashback e musiche accurati toccanti taglienti. Ci ha lasciato dentro un attimo di silenziose riflessioni, suggestioni varie, un'ulteriore presa di coscienza su quanto importante e il-limitato sia l'amore che unisce una famiglia. Dovunque i suoi pezzi si trovino, sparsi per il mondo.
Valentina Cataldo



