Un Woody Allen divertente, ma soprattutto divertito, in questo suo ruolo da singolare e timido prestigiatore/impavido e temerario cronista-investigatore. Scarlett Johansson brava, e sempre affascinante, anche nella parte da "imbranata" studentessa della provincia americana, in vacanza in Inghilterra. Secondo film londinese quindi per l'affiatata coppia, per l'occhialuto e sempre più "nonnino" genio di Manhattan che dopo Match point, il delitto senza castigo, adesso racconta quasi l'opposto: lo svelamento di un delitto che pareva impunibile. Durante un bislacco esperimento di smaterializzazione, sul palcoscenico di una sorta di "teatro parrocchiale", nel "magico" box del prestigiatore la bionda studentessa di giornalismo entra in comunicazione con un noto giornalista da poco defunto, che sfugge per qualche secondo al traghetto della morte, a bordo del quale si trovava. L'intraprendente "chronicler" fornisce alcuni fondamentali indizi per realizzare un memorabile scoop su un insospettabile lord inglese e una serie di delitti di un serial killer. Misteriosi omicidi a Londra, parafrasando il vecchio film girato a Manhattan da Woody Allen, con lui allora c'era la compagna Diane Keaton, oggi "la figlia" Scarlet. E nella loro indagine giornalistica sempre humor, gaffe, qualche battuta "alleniana" da appuntare, bei posti, perfino un po' di "brivido" e una poco truce figura della morte. In sintesi: 100 minuti, o poco meno, di allietante e rasserenante visione.
(da.qua)



