La preparazione è stata lunga. Anni di cause e di polemiche, anni di speranze e di controversie legali. Alla fine, nell’aprile del 2006, i palazzoni di Punta Perotti a Bari caddero giù, disintegrati da migliaia di chili di tritolo. Una caduta spettacolare ripresa da centinaia di videocamere. Quelle delle tv di tutta Italia, con dirette lunghissime ed estenuanti, e quelle dei filmmaker. Da queste riprese, di professionisti e curiosi, è nato un documentario che racconta la “triste” caduta di un ostacolo. L’ostacolo che bloccava la vista, che disturbava l’orizzonte. Oggi su quelle macerie è nato un parco, uno spazio verde e attrezzato per bambini, per passeggiare, per correre, per ospitare concerti. Il documentario Perotti Point è nato da un’idea del regista barese Alessandro Piva che ha coordinato nei giorni della demolizione questo collettivo. Il coordinamento dell’edizione è stato invece curato da Maurizio Sciarra. Il film fa vedere da decine di punti di vista la deflagrazione e la caduta dei palazzi ma non è solo questo: è il racconto, attraverso la voce dei protagonisti di questa storia (costruttori, politici, gente comune) della nascita e della morte di quello che doveva essere un grande progetto e che si è invece trasformato in una ferita aperta. I punti di vista sono ovviamente diversi: il dolore dei proprietari contrasta con la soddisfazione degli amministratori, lo scetticismo di molti baresi è opposto alle scene di giubilo seguite al crollo. Il racconto è emozionante (anche per chi di Bari non è) e non troppo fazioso. Qualcosa di importante è accaduto. Andava raccontato bene. Questo collettivo, in larga parte, ci riesce.
Pierpaolo Lala



