Un giorno mi arriva una mail cumulativa di un amico che suggeriva a tutti la visione di Mobbing, Mi piace lavorare di Francesca Comencini. La mia curiosità mi spinge la sera stessa a cercare il dvd. Lo affitto, trasferisco tv e lettore in camera da letto e mi metto a vedere il film. La storia racconta bene e con intensità dei soprusi psicologici perpetrati ai danni di una dipendente (Nicoletta Braschi) dai nuovi dirigenti dell’azienda in cui lavora da anni e dai colleghi.
Pian piano le vengono sottratte le mansioni, la scrivania, l’ufficio, la sua stessa credibilità e le vengono proposte nuove incombenze sempre più inutili e degradanti. Anna vive però tutta la situazione subendo in silenzio, rischiando la depressione e scaricando le proprie tensioni sulla figlia con la quale vive.
La Comencini gira quasi un documentario (alcune riprese sembrano amatoriali e proprio per questo danno vigore e forza alla narrazione) con attori non professionisti che recitano la propria vita (operai, magazzinieri, impiegate e impiegati, dirigenti). Un film che mi sento di consigliare (soprattutto a chi ha qualche problema sul lavoro) anche se ho qualche dubbio sulla fine ma non posso andare oltre altrimenti racconterei tutto e il lettore mi odierebbe.



