Sono provati, i Sodastream, quando salgono sul palco dell'Auditorium Vallisa, intorno alle 21.45 di ieri 22 novembre. Il contrabbassista, Pete Cohen, spiega in un italiano incerto e tenero che hanno fatto un lungo viaggio, e che il loro furgone li ha abbandonati per strada. "Adesso non so dove sia, ma noi siamo qui".
I Sodastream sono nati nel 1997 a Perth, nell'Australia dell'Ovest. Dopo una serie di EP - il primo dei quali "Enjoy" - nel 2003 pubblicano "A minor revival", il disco d'esordio registrato in proprio. I Sodastream sono oggi una delle band più solide nell'ambito della scena indie. Rifuggono decisi le grandi etichette della musica. In Italia il loro nuovo lavoro, "Reservations", è infatti distribuito da Homesleep, etichetta indipendente che produce, tra gli altri, i connazionali Giardini di Mirò e Yuppie Flu.
La presenza del duo australiano nel circuito commerciale, come sul palco, non è mai urlata. Le canzoni sono sommesse, spaziano dalla musica da camera fino ai ritornelli pop, quelli che entrano nelle orecchie la mattina mentre prepari il caffé e non ti lasciano per tutto il giorno. Merito della voce di Karl Smith, dei testi nostalgici che parlano dell'adolescenza ormai andata, di rapporti a due che si trascinano svogliati, che continuano anche in assenza di stimoli e passione.
Il pubblico di ieri ha ascoltato estatico l'arrangiamento minimale creato da Karl e Pete in occasione della serata: solo chitarra acustica e contrabbasso, a volte accompagnati dall'armonica a bocca o dal pianoforte. La gente è saltata in piedi quando, come un mago che caccia il coniglio bianco dal cilindro, Pete ha estratto da un astuccio una sega e ha preso a suonarla con l'archetto, dando alla lama le vibrazioni necessarie a produrre suoni con il solo movimento frenetico della sua gamba destra. Poi è tornato ad accasciarsi sul contrabbasso, che domina sempre con incredibile maestria. Ogni tanto faceva cenni di stanchezza a Karl, impegnato ad accordare la chitarra. Gli bastava un sorriso del compagno per ritrovare l'energia necessaria a continuare. L'auditorium ha colpito, con la sua atmosfera quasi sacra, da meditazione, gli stessi Sodastream. "La sala era stupefacente, qualcosa di simile ad una chiesa. Piena di gente. Credo che il concerto sia andato molto bene", ha scritto stamattina Pete Cohen sul sito ufficiale del gruppo, www.sodastream.net.au.
Anna Puricella
22/11/2006



