La città di Bari ha ospitato, per la sua seconda edizione, il festival "L'Acqua in testa". Rispetto alla prima, che ha visto la spiaggia di Pane e Pomodoro come location, ci si è spostati nella zona portuale, nei pressi del Terminal Crociere. Una scelta fortunata solo a metà: se infatti il luogo si presentava abbastanza ampio e con diverse aree di svago, oltre a quella offerto dalla musica dal vivo in sé, possono essere avanzate diverse riserve a livello logistico, in particolare dal secondo giorno in poi, con la chiusura dell'ingresso al Porto che ha obbligato un bel po' di giovani a dei piccoli pellegrinaggi per raggiungere la zona dei concerti. Altra novità rispetto alla prima edizione è la maggiore rappresentanza a livello commerciale - il festival è stato patrocinato dall'Eastpak (grazie alla quale è stato possibile cimentarsi in un mini-bungee-jumping e usare lo skate su un half-pipe, strutture, queste, allestite nei pressi del palco) -, oltre a una più forte partecipazione istituzionale, con il sostegno del Forum "Sbilanciamoci" (che proprio a Bari in quei giorni discuteva del futuro economico dei paesi del terzo mondo).
Non è invece cambiata l'impostazione del festival, con tre giornate di concerti (gratuiti, elemento da non sottovalutare affatto), divise per genere musicale offerto: analizziamole a partire dall'evento principale della singola giornata.
Giovedì 31 agosto - reggae night - AFRIKA UNITE
La storia del Reggae torna a Bari. Un buon concerto, fortemente sacrificato a causa di un'acustica mediocre (costante delle tre giornate), che quindi non ha offerto musicalmente lo stesso impatto del concerto di primavera, sempre a Bari, allo Zenzero. Dopo un inizio timido, Bunna (cantante) in splendida forma, si è elevato a istrione, accendendo il pubblico, giunto abbastanza numeroso, cercando costantemente il dialogo. Più di un'ora e mezza di un concerto comunque godibile per un gruppo che sicuramente sarà riferimento per il reggae italiano anche all'eclettismo che lo contraddistingue (merito che compete in gran parte a Madaski, il tastierista, con la sua verve elettronica), permettendo loro di non essere mai uguali a se stessi dopo 25 anni di onorata carriera, traguardo tra l'altro ricordato qui a Bari con una cover di una canzone di Edoardo Bennato, "Eccoli i prestigiatori".
Venerdi 1 settembre - electronight - ASIAN DUB FOUNDATION
Incendiari. In una parola si riassume il set degli inglesi, giunti a Bari a breve distanza dalla loro ultima puntata e divenuti il vero main event della serata a causa della defezione all'ultimo momento dei Mouse on Mars, protagonisti poi del dj-set del sabato notte. Le perplessità di tutti coloro i quali avevano letto nei flyer la scritta dj-set sono fugate immediatamente. In realtà si tratta di un soundsystem, con il dj in posizione sopraelevata e i 3 MC titolari della formazione a dare spettacolo e ritmo su basi in parte proprie, in parte provenienti dal repertorio musicale di derivazione inglese, in un meltin'pot di jungle, drum'n'bass e suggestioni orientali. Il pogo, pur non essendo propriamente musica rock, è inevitabile. Decisamente il momento migliore del festival, probabilmente anche perchè non trattandosi di un concerto vero e proprio, gli ADB patiscono meno le fisime connesse all'acustica.
Sabato 2 settembre - rock night - LINEA 77
L'effetto Danilevicius è nocivo sull'ultima serata dell' "Acqua in Testa": scherzi a parte, sarà la Nazionale, sarà perché è sabato, sarà perché forse al terzo giorno c'è un po' di stanchezza nei confronti della manifestazione (ma mi voglio augurare che non sia questa la motivazione), è questa la serata con la minor quantità di pubblico. Un vero peccato, perché i Linea 77 erano dati in grande condizione. Il set appare molto pulito, quasi educato nelle prime fasi, ma probabilmente l'effetto è dovuto principalmente ai soliti problemi acustici, in particolare di amplificazione, che non possono che essere un fattore per un set così energico. Anche il pogo risulta circoscritto alle prime 5-6 file, e sembra nemmeno troppo convinto. Ma alla fine il ruolo del reporter è andare a verificare e per mia fortuna la sensazione iniziale sulla convinzione del pubblico era sbagliata, completamente. I Linea se ne accorgono e, in fondo, si divertono compiaciuti.
Al termine del concerto dei Linea 77, tutti al teatro Kismet per il dj set congiunto di Mouse on Mars, Luomo e Tba, in un evento chiamato "il buco nell'Acqua". Gli organizzatori lo hanno rischiato, a causa dei problemi di spazio con cui si sono dovuti cimentare all'interno del teatro, ma sono stati salvati dalla qualità della musica degli ospiti.
Complessivamente, un evento soddisfacente, che può ancora essere migliorato ma che sembra poter diventare un appuntamento fisso per il finale d'estate a Bari. Anche per i giovani con l'acqua in testa: il titolo del festival si riconduce infatti a un modo di dire tutto barese che, è doveroso sottolinearlo,sta ad indicare l'assenza di raziocinio.
Dino "doonie" Amenduni



