Piccolo caso musicale ma anche mediatico, da qualche tempo a questo parte Dente è venuto alla ribalta per la sua scrittura ironica sul rapporto a due , accostato spesso alle Luci della Centrale Elettrica e semmai più disinvolto-pop anche nel vestire “live” le sue canzoni. Quest’anno è lui il protagonista dell’evento pre-natalizio curato da Coolclub , che ha coinvolto nelle edizioni precedenti anche band come i Jennifer Gentle .
Non credo ai miei occhi nell’osservare così tanta gente, ancor più che gli anni passati, al seguito di Dente e sinceramente mi sento anche un po’ fuoriposto quando tutti (!) cantano quasi tutte le sonatine del nostro, accompagnato da band fidata dopo un bel po’ di voce e chitarra a farsi conoscere per l’Italia. Da quando è uscito il suo terzo disco “L’amore non è bello”, è arrivato sulla bocca di molti, anche grazie al suo esile , umano modo di cantare sin dalle iniziali “Incubo" e “Quel mazzolino“ (prossime hit) per continuare con la nostalgica “28 agosto” e la quasi nenia di “Buon appetito“; si continua con le discrete “Le cose che contano” “ Non ce due senza te “ contenute nell’omonimo disco del 2007 , per cui a volte si è gridato ai nomi di De Andrè, Lucio Dalla, Rino Gaetano, insomma dei numi tutelari della nostra tradizione musicale. Giuseppe Peveri, in arte Dente, è ancora lontano anni-luce da quella condizione né sappiamo se vorrai mai raggiungerla, ma di sicuro potrà garantirvi con il suo sarcasmo e i suoi giochi di parole una simpatica serata, con della musica.
Non credo ai miei occhi nell’osservare così tanta gente, ancor più che gli anni passati, al seguito di Dente e sinceramente mi sento anche un po’ fuoriposto quando tutti (!) cantano quasi tutte le sonatine del nostro, accompagnato da band fidata dopo un bel po’ di voce e chitarra a farsi conoscere per l’Italia. Da quando è uscito il suo terzo disco “L’amore non è bello”, è arrivato sulla bocca di molti, anche grazie al suo esile , umano modo di cantare sin dalle iniziali “Incubo" e “Quel mazzolino“ (prossime hit) per continuare con la nostalgica “28 agosto” e la quasi nenia di “Buon appetito“; si continua con le discrete “Le cose che contano” “ Non ce due senza te “ contenute nell’omonimo disco del 2007 , per cui a volte si è gridato ai nomi di De Andrè, Lucio Dalla, Rino Gaetano, insomma dei numi tutelari della nostra tradizione musicale. Giuseppe Peveri, in arte Dente, è ancora lontano anni-luce da quella condizione né sappiamo se vorrai mai raggiungerla, ma di sicuro potrà garantirvi con il suo sarcasmo e i suoi giochi di parole una simpatica serata, con della musica.



