BLONDE REDHEAD & INTERPOL

Barcellona 09/11/07

È difficile ricomporre i pezzi di un venerdì sera a Barcelona quando a suonare sono due dei gruppi indie più conosciuti al mondo e ad ospitarli è la discoteca più grande della città. Blonde Redhead e Interpol insieme, 9 Novembre al Razzmatazz.

Fuori al locale c'è chi fa la coda, chi ritira i biglietti prenotati su internet, chi beve cerveza fria, chi la vende, tutto ordinato, quasi sembra non ci sia troppa gente. Ma appena le porte sono aperte, il locale si riempie. Alle 21 entriamo nella sala indie, quella al pianto terra, quella più grande fra le cinque sale del locale, e i Blonde suonavano già da forse mezz'ora. Pantaloncini micro lei, seduta alle tastiere accanto ai suoi due gentili accompagnatori. Propongono pezzi tratti dall'ultimo album, troppo poco tempo per ascoltarli davvero, troppo lontani per osservarli con attenzione, troppo rumore nelle orecchie, troppa gente intorno. I Blonde mi sembrano una stellina cadente questa notte, i loro pezzi un flebile sottofondo. Sono passati neanche trenta minuti e all'improvviso, cambio palco fulmineo, quattro ometti in giacca e cravatta sono lì di fronte a noi. Alle ringhiere del piano di sopra ci sono centinaia di persone, l'area sotto il palco è completamente piena, fischi e urla, luci viola, tutto è sempre più confuso e asfissiante. Attaccano subito e arriva Pioneer to the Falls a cancellare tutto ciò che gira intorno. First track del nuovo album, chitarre a scadenza regolare, poi la voce di Banks che non sembra provenire da quel viso giovane e angelico per quanto è profonda, poi la batteria e poi loro quattro insieme. Le persone del pubblico cantano, ballano, avvolte da luci blu, si urtano l'uno contro l'altro, hanno gli occhi chiusi. Gli Interpol ripescano i pezzi dai loro due vecchi capolavori, ritornano a Our Love to Admire, fanno brevi pause e ricominciano, ritmo costante che prima è lento e poi si fa incandescente. Mammoth e Rest my chemistry si mischiano con C'mere e Slow Hands di Antics. Alle undici meno un quarto sono già usciti e rientrati per gli ultimi tre pezzi del concerto. Tutti tratti da Turn on the bright lights per uno splendido e doloroso tuffo nel passato.

Quando lo show è finito penso "breve, troppo breve" mentre giá ci cacciano dalla sala. Loro ripartono per il tour, che li vede protagonisti in giro per l'Europa e nella nostra Italia. Io dopo un'ora sono di nuovo lì, stessa sala stessa compagnia, a ballare senza sosta la allucinante musica indie del Razzmatazz.

 

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