Tocca ai Vampire Weekend aprire il 2010 catalizzando le attenzioni della critica, allo stesso modo in cui a gennaio scorso era toccato agli Animal Collective. Lasciate perdere i muri di psichedelia del Collettivo Animale e preparatevi a un pimpante concentrato di melodie afro-pop in salsa piccante (ascoltate Horchata, un ibrido calypso che ricorda gli AC e la Bjork di Volta). Se i gorgheggi in falsetto di White Sky potrebbero uccidere l'ascoltatore diabetico, sfido chiunque a non cadere preda di questo irresistibile tormentone. I Talking Heads sono un'influenza indiscutibile, ma Holiday e Giving Up tradiscono l'amore per i Police. La propulsione elettronica è stemperata dall'approccio ludico e viene voglia di sgambettare il limbo e ogni sorta di ballo di gruppo. Run spinge il piede sull'acceleratore techno-trance: l'ascoltatore intravede la pista di una discoteca, ma poi ritorna ai Caraibi sulla sua nave da crociera. Cousins sfodera le fucilate dei primi Arctic Monkeys e le nevrosi degli Strokes. Diplomat's Son zoppica un rocksteady fra i campionamenti della voce di M.I.A. Un album fresco, divertente e immediato, ma soprattutto la conferma di una grande band.
Tobia D'Onofrio




