Disco dopo disco, il progetto inglese attivo dal 1994 e guidato da James Lavelle è riuscito a conquistare il rispetto della critica e l’attenzione di un pubblico eterogeneo congiungendo due sponde apparentemente lontane: elettronica e rock. Merito di un Dj-produttore tra i migliori sulla piazza, autentico genio che in studio di registrazione si muove come un regista cinematografico (un Kubrick, un Hitchcock, per intenderci) in grado di plasmare le doti dei collaboratori scelti (DJ Shadow, Thom Yorke, Richard Ashcroft, Ian Brown sui primi lavori) alle direzioni musicali degli Unkle. Con Where did the night fall siamo al quinto capitolo, opera anticipata un anno fa dal brano Heavy drug e oggi da Follow me down, frutto della collaborazione con i californiani Sleepy Sun e, sul piano visivo, con gli artisti Warren Du Preez e Nick Thornton Jones, alla regia di un sensuale videoclip interpretato dalla top model Liberty Ross. La lista degli ospiti chiamati a prestare servizio in studio di registrazione include anche Mark Lanegan (al microfono nella nerissima Another night out), Joel Cadbury dei South (Ever rest), Katrina Ford dei Celebration (Caged bird), Gavin Clark (Falling stars; The healing) e i texani Black Angels (Natural selection). Si avvertono ancora I riverberi delle scosse psych prodotte da Josh Homme nel 2007 in War Stories, album che ebbe anche l’enorme merito di resuscitare la voce di un imbolsito Ian Astbury nei cinque emozionanti minuti di Burn my shadow. Psichedelia, dunque (con virate verso lo space-rock), ma anche punk-wave (On a Wire, featuring ELLE. J), soul di matrice rigorosamente black per una rilettura dei generi (dance inclusa) fatta con equilibrio, classe e idee da vendere. Chitarre, tastiere, ritmica in primo piano, voci che raccontano storie legate a tutte le possibili facce della notte. Un disco da avere nella doppia, lussuosa edizione con booklet di 30 pagine illustrato da Du Preez, Thornton Jones e Ben Drury e versioni strumentali della tracklist principale.
Nino G. D’Attis




