Tony Canto fa il cantautore e viene da Messina. Con la sua terza opera (prodotta da Leave e distribuita da Universal) punta in grande e, dopo aver collaborato con artisti del calibro di Mario Venuti, Patrizia Laquidara e Alessandro Mannarino, approda ad uno stile maturo frutto di esperienza e freschezza artistica.
Le 11 tracce di Italiano federale spaziano tra i generi, dal folk alla tarantella siciliana, dalla bossanova al forrò (il liscio brasiliano). Non manca nemmeno un pizzico di Joao Gilberto. Tony dimostra talento nella scrittura dei testi e negli arrangiamenti musicali, confezionando un album che ha al centro l'amore, per le donne (Cuore visionario, Il polpo, Amor del mio amor), per l'Italia (Italiano federale, Il pasionario e Ti amo Italia) e per la Sicilia (Non mi ni vaju), e in quest'ultimo caso Tony veste i panni dello chansonnier francese e ci fa assaporare il sapore delle sue contrade. Bel rischio nell'anno del 150° anniversario dell'Unità intitolare un album con un ossimoro politico e mischiare ironia e rassegnazione sul bel paese, lasciando prevalere ora l'una ora l'altra. Nonostante tutto, viviamo ancora nel paese più bello del mondo, anche se i difetti superano di gran lunga i pregi e continuano a farci compagnia "mafiosi, preti, loschi faccendieri e nuove leggi finanziarie".
Le 11 tracce di Italiano federale spaziano tra i generi, dal folk alla tarantella siciliana, dalla bossanova al forrò (il liscio brasiliano). Non manca nemmeno un pizzico di Joao Gilberto. Tony dimostra talento nella scrittura dei testi e negli arrangiamenti musicali, confezionando un album che ha al centro l'amore, per le donne (Cuore visionario, Il polpo, Amor del mio amor), per l'Italia (Italiano federale, Il pasionario e Ti amo Italia) e per la Sicilia (Non mi ni vaju), e in quest'ultimo caso Tony veste i panni dello chansonnier francese e ci fa assaporare il sapore delle sue contrade. Bel rischio nell'anno del 150° anniversario dell'Unità intitolare un album con un ossimoro politico e mischiare ironia e rassegnazione sul bel paese, lasciando prevalere ora l'una ora l'altra. Nonostante tutto, viviamo ancora nel paese più bello del mondo, anche se i difetti superano di gran lunga i pregi e continuano a farci compagnia "mafiosi, preti, loschi faccendieri e nuove leggi finanziarie".
Lucio Lussi



