"Andate tutti affanculo" è stato il disco che li ha rimessi in gioco. Un album che ha dato la giusta visibilità a una band che ha macinato concerti come i chilometri, in giro da più di dieci e fedele alla linea del punk nell'intento come nel messaggio. Chiave di "svolta" per gli Zen Circus è stata la scelta di cantare in italiano. Insieme a questo si è fatta sentire la maturità e la consapevolezza di quello che succede intorno unita alla capacità di raccontarlo in modo caustico e ammiccante. Se fino a qualche tempo fa bisognava chiamare in causa i Violent Femmes, band cha forgiato il loro stile, oggi Appino, Ufo e Karim hanno maturato una poetica assolutamente personale. In questo album la matrice acustica, punk e folk monolitica delle precedenti esperienze si arricchisce di nuove sfumature che dilatano e arrotondano gli spazi del loro sound sempre abbastanza serrato e spigoloso. La vita che raccontano gli zen circus è quella dell'Italia che soppravvive, quella che ama i vizi, che non crede né a dio né ad altro. Un Italia che sta crescendo e che non vede niente di buon all'orizzonte. Nati per subire è il testamento di una generazione. Una collezione di inni che non si cantano allo stadio durante una partita ma la notte nel parcheggio, quando si spaccia.



