Non delude le aspettative l’attesissimo nuovo album dei The National, ed anzi, conferma le vette raggiunte col precedente “Boxer” (2007). Le qualità specifiche che hanno consentito loro di guadagnarsi un certo seguito sono rimaste invariate: voce malinconica, atmosfere notturne ed inquiete, che si pongono fra indie rock elettrico e new wave britannica, (Joy Division in primis… non lo si può negare!), anche se dai toni meno cupi e, anzi, pervase da un gioioso ottimismo! Ci troviamo, insomma, di fronte ad un disco di ottime canzoni, che riconferma le caratteristiche già emerse nei lavori che l'hanno preceduto e fotografa una band al momento del passaggio dalle sue origini un po’ ombrose e malinconiche ad una nuova dimensione più accattivante ed immediata. Quello che ci voleva, forse, per farli conoscere ad un pubblico più ampio, pur senza svendersi e senza degradare le proprie caratteristiche.
Camillo Fasulo
Camillo Fasulo



