Lo stralunato autore di queste canzoni è un giovane giapponese che suona anche tutti gli strumenti. Molti brani sarebbero perfetti come sottofondo in un asilo, non fosse altro che per i briosi arrangiamenti e le melodie zuccherine. Le atmosfere retrò anni 60 fanno pensare a Beatles, Serge Gainsbourg, Morricone, affogati dentro vortici di chitarrine, percussioni esotiche, flauti e coretti bubblegum. È un album di bedroom-pop piacevole da ascoltare in un giorno tranquillo, specie in quei brani folk dove l'energia che spigiona dalla danza rituale prende il sopravvento sulla canzone, in slanci di gioia che ricordano Grizzly Bear e i Sigur Ros più solari (Tracking Elevator, Lahaha, Rum, River Law). (Tdo)



