I PONTIAK sono i Carney bros., tre fratelli originari della Virginia, nella più sperduta provincia americana: Van, Jennings e Lain (chitarra, basso, batteria, più tastiere, più le voci di tutti e 3). “Maker” è una strada polverosa che odora di ruggine e carburante e dove si rincorrono fantasmi tra schermaglie blues, rigurgiti inaciditi e atmosfere desertiche. È un disco autentico come il forte legame con la propria terra di questi particolari cowboys della Virginia. Sul sito della loro casa discografica li definiscono “rurali”. Fanno una cosa che si chiama stoner-folk-psycho-rock, che nel loro caso significa un suono non velocissimo ma pesante, distorto, molto distorto, con improvvisi cambi di umore e certe reminiscenze pinkfloydiane vecchia maniera. Mai come in questo caso si può applicare la regola che un album dovrebbe essere ascoltato come un unico blocco indivisibile. Questo lavoro, infatti, dà il meglio di sé se ascoltato dall’inizio alla fine, senza interruzioni, salti o ripetizioni. Mettetelo nel lettore, premete “play” e godetevelo fino in fondo. È il miglior consiglio di degustazione che possa darvi. Il disco è stato registrato completamente live, in presa diretta, nello studio di casa Carney, generalmente prendendo come “buona la prima” e lasciando grande spazio all’interpretazione dei musicisti, contribuendo in tal modo a dotarlo di una spontanea immediatezza.
(Camillo “RADI@zioni” Fasulo)
(Camillo “RADI@zioni” Fasulo)




