Un mix post-moderno di elettronica vintage e disco anni '80, corredato di ottime melodie pop. Qui l'estetica di riferimento è la bassa fedeltà, ormai tornata di moda in tutte le declinazioni del rock. Alla fine, quindi, sembrerà di ascoltare una versione lo-fi dei Daft Punk. Tastierine futuristiche (o passatistiche), grooves trascinanti quanto basta, stelline sbirluccicanti e registrazione su "quattro traccie" a cassetta, che per trovarne uno bisogna andare nei musei. Un bell'album di tipico revivalismo anni ‘00.
Tobia D'Onofrio




