Sound folk e parole impegnate immancabili. Come immancabile è la loro presenza al concertone del primo maggio, nonostante il cantante Davide Morandi detto "Dudu" lo abbiamo visto un po' invecchiato. Per citare uno slogan pubblicitario sappiamo che "Modena City Ramblers vuol dire fiducia". Era il 1991 ed entravano nel panorama musicale italiano, portando dei suoni poco familiari alla nostra terra. Oggi, 2011, i Modena City Ramblers, tornano con un nuovo lavoro, il loro dodicesimo album Sul tetto del mondo registrato negli studi Esagono di Rubiera, che proprio quest'anno hanno terminato la loro attività. Elementi inconfondibili nei suoni e nei testi che ci propongono, così tanto familiari e legati al loro nome, che mai ci fanno sentire la mancanza della partecipazione, dell'impegno sociale e "dell'irlandesismo" di Riportando tutto a casa. Parlano di crisi, fanno percepire il bisogno di protesta, ma non dimenticano di offrirci parole d'amore e come nel brano con l'omonimo titolo dell'album ci danno qualche spunto per poter ancora sognare "pur sapendo che è inutile andare se hai già rinunciato a cercare".
Roberta Cesari



