Arrivati all’atteso traguardo del secondo album, gli MGMT mettono da parte la spinta electro che caratterizzava buona parte dell’esordio, per rispolverare l’artigianato psichedelico che va dai Byrds (It’s Working) ai Love (Song for Don Treacy) fino agli Stone Roses. Psych-pop revival, dunque, filtrato attraverso la sensibilità contemporanea della band newyorkese che ha ispirato innumerevoli cloni (vedi Empire Of The Sun). La riconoscibilità del gruppo sopravvive al make-over, ma diminuisce sensibilmente l’appeal radiofonico dei brani (a parte la contagiosa Flash Delirium). Siberian Breaks è una suite di 12 minuti con tastiere vintage, filastrocche Barrett-iane e nuvole shoegaze con schegge elettroniche alla Animal Collective.
Tobia D’Onofrio
Tobia D’Onofrio



