Sedici tracce indocili e riottose, narrate in forma di fumetto d’autore in un libretto interno altrettanto disobbediente. Ognuna è un punto di resistenza, un respiro di inquietudine, ma soprattutto una memoria fatta ad arte, distante da qualunque passato canonizzato e lontana dalla rabbia inibita della nostra contemporaneità. La ricerca di Marco Rovelli, e dei suoi compagni di progetto, recupera eventi della storia più incollerita, dalla Comune di Parigi- autentico tentativo di smantellamento dello stato nonché prefigurazione della società liberata- a Genova 2001 e alla mattanza che fu, passando per la rivolta delle nazioni indiane già narrata dai Wu Ming nel romanzo Manituana. Di tutti gli avvenimenti, Marco Rovelli e i suoi fanno battiti da ballata sgarbata, con la presenza costante di note armate e “corpi in guerra”, accalorati dalla ferocia dei giusti per rianimare ora la realtà della rivoluzione, ora l’esercizio della strada, ora la pratica della dignità. Ma c’è spazio anche per modulazioni più intimiste e contenuti personali - pur sempre attraversati da un sentimento collettivo, ché niente è solo interiore a questo mondo-, e infine per la ripresa dei temi affrontati dal Marco Rovelli scrittore, che nei due brani Il dio dei denari e Il campo ripropone le esistenze sacrificate ai processi di produzione, e quelle consegnate ai luoghi di pena destinati ai migranti. Per un cd d’ascolto combattente che è soprattutto prassi poetica e politica dell’incontro, con i vari Daniele Sepe, Maurizio Maggiani, Wu Ming 2, Erri De Luca, Roberto Saviano, Yo Yo Mundi, Otto Gabos - per citarne solo alcuni- a fare più che capolino, in grafiche e scritture e pentagrammi, tra un atto d’amore e una testimonianza d’eresia. Il tutto, richiamando in vita quella possibilità di movimento trasformativo oggi poco desto, e misurando ciò che è stato osato nell’attesa ansiosa che venga osato ancora.
Stefania Ricchiuto



