Il terzo cd di Luca Gemma, con la produzione artistica di Ray Tarantino, conferma le preziose doti già emerse nei precedenti Saluti da Venus e Tecniche di Illuminazione. Il cantautore romano, protagonista con Pacifico nei Rossomaltese, ha semplicità di scrittura, una voce mai sopra le righe, compone musiche semplici e orecchiabili, e con un arrangiamento ricco e variegato. "Volevo trovare quello spirito sereno-malinconico tipico del folk col suo retrogusto venato di soul - racconta - e mi trovavo ogni volta a inserire scarti improvvisi di tempo, cambi di inquadratura, incursioni di suonacci tutt'altro che sereni per scoprire che quella era la parte irascibile e irrequieta di me, la parte psichedelica, sognante e insofferente, che si faceva spazio piano piano". Come nelle riviste musicali, ogni traccia è seguita dall'indicazione del genere. Si passa dal folk soul de L'educazione sentimentale, allo stoner folk di Nudi, dal fok jazz di Killer al cuban beat di Superstelle, dal reggae mischiato al roots rock di Animantiproiettile alla folkbossa di La canzone della gioia, per approdare allo stoner folk e al roots folkadelic. Solo definizioni, mi direte, ma per "spiegare" canzoni semplici e oneste. Dirette al punto giusto. E di questi tempi non è poco. (pila)




