Ottimo esordio per questo trio texano capitanato dalla cantante Sherry LeBlanc. Qui si gioca con la drum-machine per stendere un tappeto pulsante su cui poggiano melodie dream-pop. Il basso sempre in primo piano, la struttura minimale dei brani e le voci riverberate ricordano un po' i celebrati The XX, ma qui gli strumenti hanno la meglio sulle parti sintetiche e le melodie pescano nei Sixties più che negli Eighties. I brani hanno un potenziale "radiofonico" lievemente inferiore rispetto alle hits dei su citati inglesi. E in effetti ciò che manca per rendere perfetto questo E.S.P. è proprio una manciata di singoli che lo rendano memorabile, magari un ritornello o due da portarsi dietro per giorni. Proprio per questo, mentre ascoltiamo con piacere, attendiamo fiduciosi il prossimo giro di boa (tdo).



