Questa band è l’erede dichiarata di dinosauri della portata degli U2 e non è un male. Sono dei bei ragazzotti di campagna, parenti, figli di pastori e questo fa piacere. Riescono a mantenere, nonostante i numeri sempre più esorbitanti di vendite, una genuinità southern che te li fa comunque percepire come i ragazzi della porta accanto, e la sincerità nel rock è quasi tutto. E poi c’è la musica. Le loro canzoni, sarà la gola al vetriolo di Anthony, sembrano fatte per essere cantate a squarciagola… roba da stadio per intenderci. Nonostante la virata pop degli ultimi episodi si sente ancora la forte vena rock sudista, un certo impeto springstiniano mitigato da dolcezze e piccole divagazioni indie.
Osvaldo Piliego
Osvaldo Piliego




