Il nuovo attesissimo album degli Interpol, pionieri del revival new-wave, conferma il progressivo abbandono della psichedelia degli esordi in favore di una più pulita, seppur cupa, canzone pop. Ormai gli Interpol sembrano più i REM che i Joy Division. I brani del’album sono intensi, ma raramente si discostano dal formato canzone e presentano poche melodie appiccicose. Tra questi spiccano sicuramente l’apertura Success, il cantato scorbutico di Memory Serves e le due cavalcate Lights e Barricades. D’altronde la band accompagnerà gli U2 durante il tour americano: gli Interpol non potevano certamente immaginare un futuro più glorioso... o forse si?
Tobia D’Onofrio



