È un trio, ma suona come una piccola orchestra che approccia infiniti generi musicali senza rientrare in nessuno. Una band che va con disinvoltura da una danza tribale a un dolcissimo indie folk (Tommy), passando per un delirio acustico su base hip-hop che sembra un brano dei Korn suonato unplugged nella foresta amazzonica (Usain Bolt). E poi musica brasiliana, orge balcaniche, jazz, blues e ancora Caraibi, il tutto condito da una sensibilità pop-rock che oltrepassa la world music. L'album sembra infinito, tante sono le suggestioni evocate; per non parlare delle lingue che includono Portoghese, Francese, Italiano, Spagnolo, Africano, Svedese, Inglese. Di fronte a quest'incontenibile energia, possiamo solo immaginare i loro concerti come dei grandiosi baccanali. (Tdo)



