E chi lo dice che non si può? Ci sono due buone ragioni per fare questa musica nel 2010. O si è rimasti intrappolati in un trip di troppo, oppure si è veramente bravi. Non conosco i Gibbia personalmente e ascoltando il disco propendo per la seconda ipotesi. Il sound sixities deo Giobia ci porta subito in territori psichedelici e poi lontano in california e al surf, per poi piantare i piedi in un garage terreno e polveroso. Trenta minuti, solo nove brani ma abbastanza per risentire prepotente l'eco dei Pink Floyd, l'attitudine degli electric prunes, la crudezza delle compilation della Nuggets e tanto altro. Per la serie: la buona musica non passa mai di moda. (Op)



