Qual è il futuro del rock? Il futuro del rock è il suo passato. Nessuna contaminazione, elettronica, synth e drum machine. La forza del rock risiede tutta nella sua schiettezza: chitarra, basso, batteria. Evidentemente lo sanno bene questi quattro ragazzi di Correggio che imbracciano senza troppi fronzoli i loro strumenti come ogni band da garage che si rispetti. Ed ecco che così viene fuori Legna, disco semplice e sincero a partire dal titolo, che si inserisce a buon diritto nelle nobili fila dell'emocore italiano condividendo il prestigioso palcoscenico con i colleghi Fine Before You Came e Verme e la scelta di questi ultimi di cantare in italiano. Otto pezzi che si dipanano tra emocore anni ‘90, indie, post punk, angolature alla Shellac ma sopratutto melodie dirette che rimangono in testa irrimediabilmente. Perché nelle canzoni dei Gazebo Penguins tra goliardie e divertissement, vi sono sopratutto le storie di tutti noi, quel vissuto quotidiano in cui ognuno riesce a riconoscersi, tra amori finiti, malinconia e nostalgia. E poi il contributo di Jacopo Lietti (comune denominatore dell'emocore nostrano e già voce di Fine Before You Came e Verme) in Il tram delle 6 e sopratutto in Senza di te (dove regala la sua voce) non è cosa da poco. Quel suo cantato inconfondibile e quel modo di raccontare che parte da un particolare apparentemente insignificante per poi svelare tutto un mondo di rimpianti e un "ricordar le cose meglio di come erano davvero". Un mondo che colpisce dritto al cuore.
Gianpiero Chionna



