Il nuovo progetto di Sandro Palazzo (chitarre e voce solista) gira a meraviglia! Abbiamo a che fare con un indie-rock abbastanza tradizionale, che punta forse più sulla brevità e l'impatto delle canzoni piuttosto che sulla corposità e la ricchezza dei suoni, distaccandosi un po' da quanto fatto, dunque, inizialmente con il progetto Lova e poi con la più recente fugace parentesi dei Wimeke. Rispetto al pur recente passato torna ad essere più presente la sezione ritmica - Marcello Semeraro alla batteria e Mimmo Putignano al basso - mentre le chitarre si fanno più grezze e semplici. Passando sopra l'unica uscita ufficiale dei Lova (l'ottimo 21 giorni lunghi 21 anni) e su un consistente numero di altre canzoni spalmate su vari demo cd realizzati tra la seconda metà dei '90 e i primi 10 anni '00 di questo nuovo millennio, Io e te col petrolio in gola si pone come la summa delle precedenti esperienze, e ci mostra un gruppo che ha raggiunto una maturità invidiabile e suona con una disinvoltura incredibile. I ritmi non sono sostenuti, ma i Fukstar hanno il merito di riuscire a creare melodie che ti si incollano nella testa, il tutto su trame sonore non banali. Ed è proprio questa la forza della band, ovvero quella di produrre canzoni che non stancano mai. Bravi Fukstar! Ma ad ascoltarli e riascoltarli mi monta su un magone... Anche se si scrive Fukstar, si legge inequivocabilmente Lova!... Sarà la nostalgia dei 21 giorni (lunghi 21 anni) passati tra le giostre di un luna park o semplicemente una nuova "emo-zione"?
Camillo Fasulo



