Gli anni '80 sono stati per il rock indipendente italiano anni di fermento e contraddizioni, destinati a consolidare equilibri sociali, oltreché musicali, destabilizzati dall’avvento del punk. Un modo alternativo d’intendere e fare musica che coinvolse chiunque fosse in qualche modo interessato al fattore musica, un pentolone ribollente di creatività artistica. In questo pentolone traboccante d’innovazioni ci sguazzavano benissimo i veneti Frigidaire Tango. La band veneta ritorna finalmente in pista, con l’incontenibile Giorgio Canali alla produzione e il supporto logistico de La Tempesta Dischi: un sodalizio che ha fruttato un lavoro di pregevole fattura.
Le canzoni sono coinvolgenti, ricche di estro e ben curate, sospese tra quel gusto tipicamente new wave e una tendenza a scavare nella canzone d’autore, mescolando tra loro le diverse culture. Ogni brano è una storia a se, frammenti di ´pura´ poesia musicata (Milioni di parole, L’acqua pensa, Paura del tempo e Poesia di luce) o veri e propri inni new wave (Normalmente triste, Natural mente, Dreamcity e New wave anthem). L’illusione del volo è un’opera di notevole spessore che entusiasmerà i vecchi fan e di sicuro ne attrarrà dei nuovi.
Le canzoni sono coinvolgenti, ricche di estro e ben curate, sospese tra quel gusto tipicamente new wave e una tendenza a scavare nella canzone d’autore, mescolando tra loro le diverse culture. Ogni brano è una storia a se, frammenti di ´pura´ poesia musicata (Milioni di parole, L’acqua pensa, Paura del tempo e Poesia di luce) o veri e propri inni new wave (Normalmente triste, Natural mente, Dreamcity e New wave anthem). L’illusione del volo è un’opera di notevole spessore che entusiasmerà i vecchi fan e di sicuro ne attrarrà dei nuovi.
Alfonso Fanizza




