La prima sensazione che "Wreckorder" ci regala è la conferma di quanto sapevamo da sempre: il cuore degli scozzesi Travis è Fran Healy. Nelle dieci canzoni del suo primo album solo c'è tutta l'agrodolce malinconia di "The Man Who", c'è il suo senso della melodia, c'è la sua costante crescita nella scrittura e nel canto. A tutto questo, che già fa di lui uno degli artisti di spicco del rock britannico, si può aggiungere anche la cura per i suoni - quasi questi fossero sempre pensati, secondo la celebre lezione di Brian Wilson, come dei cuccioli da allevare. Prendete ad esempio gli archi di "In The Morning" e di "Anything", i brani che aprono "Wreckorder" e ne delineano subito l'atmosfera; prendete il basso inconfondibile di Paul McCartney in "As It Comes"; o ancora il pianoforte e le percussioni in "Shadow Boing" e il violino folk rock in "Rocking Chair". Affascinante e perfettamente equilibrato è anche il duetto con Neko Case di "Sing Me To Sleep". È chiaro comunque che se amate sonorità più aggressive o ritmi più serrati, "Wreckorder" non fa per voi. Qui abbiamo ancora una volta a che fare con un poeta dall'anima inquieta o romantica. Se ne avessi avuto la possibilità - sogni impossibili di un fan - avrei chiesto a Fran di aggiungere alla scaletta una nuova versione di "Closer", una delle canzoni d'amore più belle di sempre. Avete capito che "Wreckorder" ci ha più che convinto?
Giancarlo Susanna (da Rockerilla)



